Il Romano gioca a Scarmagno

ROMANO. L'annunciata rottura tra il presidente dell'Asd Romano 2000 Marcello Cavallaro e il Comune di Romano si è definitivamente consumata. La squadra di calcio romanese giocherà il prossimo campionato di 2º categoria sul campo di calcio di Scarmagno. Il presidente Cavallaro ha infatti raggiunto un accordo per l'uso della struttura di Scarmagno.
Ma, oltre a quella con il Comune, si sarebbe consumata anche una rottura con un gruppo dei suoi ex dirigenti, che sarebbero pronti, secondo attendibili indiscrezioni, a lasciare la società ed a continuare a svolgere le attività giovanili sul terreno di Romano. A confermare questa volontà è Stefano De Bei, capogruppo della maggioranza: «Ad andarsene è stato il presidente del Romano 2000, ma non il calcio, che continuerà a funzionare, almeno con il settore giovanile, nell'impianto comunale di Romano».
«L'amministrazione comunale - ha commentato a sua volta il sindaco Antonio Conto - come aveva già fatto con l'Asd Romano 2000, che ha lasciato la struttura non certo per nostra responsabilità, è pronta a valutare iniziative in grado di continuare a far giocare nei nostri impianti, i bambini del paese». Divergente il punto di vista di Marcello Cavallaro, cha ha raccontato i fatti dal proprio punto di vista: «Quando sono arrivato a Romano nel 2004 non ho trovato nulla, salvo i debiti lasciati dal Centro di promozione sportiva, che ho pagato. Quindi ho provveduto ad acquistare le dotazioni necessarie alle squadre, che ora ho recuperato, visto che il Comune non mi ha consentito di continuare, negandomi il nulla osta necessario per il ripescaggio in prima categoria».
Recuperato in extremis un impianto per disputare la seconda categoria, Cavallaro precisa: «Non si devono scaricare su di me le responsabilità per l'accaduto visto che io ho presentato una serie di proposte scritte al Comune di Romano. L'unica risposta scritta che ho ricevuto, oltre alla recente convocazione dello scorso maggio, è stata quella nella quale mi viene comunicato che non poteva essere accolta la mia richiesta di utilizzo della nuova palestra. Io chiedo da oltre un anno di poter stipulare un accordo per la gestione della struttura, come dimostrano le mie lettere protocollate, facendo una serie di proposte di miglioramento dell'impianto, da concordare preventivamente con il Comune, in cambio di una convenzione di lunga durata, mai arrivata non certo per mia volontà».
E adesso? La vicenda è tutt'altro che conclusa. Si attende di sapere quali saranno i dirigenti che cercheranno di evitare gli impianti sportivi di via Ponte Chiusella.
Sandro Ronchetti