«Per noi un esame di maturità umiliante»

RIVAROLO. 'I ragazzi hanno perso ogni fiducia nell'istituzione scolastica, cosa che nei cinque anni di Liceo non era mai successa". Durissima presa di posizione dei genitori della 5/D sezione scientifica dell'Iis 'Aldo Moro" di Rivarolo che, a risultati avvenuti della maturità, hanno inoltrato una lettera di protesta all'Ufficio Scolastico Regionale e alla presidenza dell'Istituto rivarolese.
Nei giorni scorsi, nell'atrio del Moro, sono stati apposti i tabelloni con il responso degli esami di maturità. In sei delle sette classi esaminate spiccano le cosiddette 'eccellenze": un 100 con lode, undici 100 e poi messe di voti superiori al 90, all'insegna di un trend consolidato della scuola rivarolese. Ma per la 5/D le cose sono andate diversamente. Dei 19 ragazzi, che hanno comunque ottenuto la promozione, il più bravo è riuscito a piazzare un 88. Poi, a scalare, un 85, due 83, due 80, e cosi via sino ai due 62 che chiudono il cerchio. In certi contesti, gli studenti avrebbero salutato con soddisfazione il responso finale, ma per gli allievi della 5/D, che durante l'anno scolastico avevano avuto un rendimento piuttosto alto e puntavano ad una 'consacrazione" durante gli esami, il boccone è indigesto.
Tanto indigesto che hanno deciso di protestare. Ma questa volta non sono da soli. Al loro fianco ci sono i genitori, solidali coi loro ragazzi e inferociti con la commissione esaminatrice, la 56º. Sotto accusa, in particolare, la presidente della commissione stessa che in alcuni frangenti avrebbe assunto un comportamento definito 'intimidatorio", palesando 'insofferenza", cosi da creare un clima 'poco favorevole" per gli esaminandi.
«L'esame di Matematica, seconda prova scritta per i liceali, era molto complicato, l'hanno riconosciuto tutti - riferiscono i genitori -. E anche i quesiti di Fisica, nella terza prova, in parte non erano attinenti al programma presentato. Quando sono usciti i tabulati, con i risultati degli scritti, abbiamo notato che le valutazioni erano scadenti, ma eravamo comunque tranquilli perché convinti che con gli orali i nostri figli avrebbero potuto dimostrare quanto valevano. Ma cosi non è avvenuto, e non certo per la mancanza di preparazione o un eccesso di emotività, che in un esame bisogna sempre mettere in conto».
«Pensavamo tutti che l'esame, in seguito alla riforma Fioroni, sarebbe diventato 'più serio" e meglio gestito - intervengono gli studenti della 5/D -, ma le nostre aspettative sono andate deluse. Infatti, siamo stati colpiti dal comportamento tenuto da alcuni membri della commissione e in particolare dalla presidente che ha dimostrato scarso interesse durante l'esposizione orale, sbuffando e occhieggiando all'orologio in continuazione. Le tesine, che con dovizia abbiamo preparato durante l'anno sotto la supervisione degli insegnanti, secondo la presidente sarebbero state scaricate da internet e copiate. Probabilmente, le sono sembrate lavori di livello troppo alto rispetto alla nostra età ed alla nostra cultura. Sono offese inaccettabili».
I ragazzi riferiscono, poi, di alcune frasi che la presidente della 56º commissione avrebbe pronunciato durante uno scambio di vedute con un componente della commissione stessa, a proposito della prosecuzione degli studi di alcuni candidati. «Oltre a questi comportamenti scorretti - aggiungono gli allievi della 5/D - siamo stati messi a disagio nell'esposizione orale anche da alcuni commissari esterni, che ci hanno posto delle domande su argomenti fuori programma e questo è stato evidenziato anche dai nostri professori che lo avevano elaborato. Complessivamente, riteniamo che l'esame svolto non sia stato 'salomonico" come avrebbe dovuto. Un momento cosi importante e delicato della nostra formazione, di per sé già portatore di ansie e preoccupazioni, non dovrebbe rivelarsi anche umiliante e mortificante».
«La cosa peggiore di tutta questa storia - rimarcano i genitori della 5/D -, è il messaggio trasmesso ai ragazzi dalla scuola. E cioè che non val la pena applicarsi più di tanto, accumulare crediti ed avere una buona pagella. Meglio copiare, quando si può, visto che alla fine il risultato non cambia...». (m.mi.)