Estate torrida annunciata e mai arrivata

IVREA. Altro che grande caldo: le catastrofiche previsioni dei metereologhi, che ci avevano tanto preoccupati, non si sono avverate: l'estate torrida del 2003 in Canavese non è ancora arrivata e forse non arriverà. E' vero, abbiamo davanti ancora un paio di mesi e magari, tra qualche settimana, torneremo a lamentarci per l'afa insopportabile, ma per ora meglio continuare ad indossare le canottiere della salute, retrò fin che si vuole ma autentico toccasana contro gli antipatici dolori di schiena, forieri di altri malanni. E mattina e sera, converrà avere sempre a disposizione un maglioncino e nemmeno troppo leggero. Non si sa mai. Le bronchiti, di questa stagione, sono quanto di peggio ci si possa augurare. Stiamo esagerando? Può darsi.
Ma intanto godiamoci (si fa per dire) quest'inizio d'estate che estate non è, ma piuttosto una primavera inoltrata che non ne vuol sapere di congedarsi. Del resto, dopo mesi di anomalie, con un inverno nel quale abbiamo dovuto registrare temperature anche di quattro, cinque gradi sopra la media, il giugno piovoso con la colonnina di mercurio al di sotto di mezzo grado è sembrato addirittura fresco. Hanno sbagliato le previsioni i metereologhi quando ci allarmavano con il timore che si ripetessero le condizioni di quattro anni fa? Probabilmente no, anche perché, come ci ricorda il nostro amico Daniele Cat Berro, della Società Meterologica Italiana, «l'atmosfera non si ripete mai e le situazioni, tutte e sempre, si evolvono in modo nuovo».
«Le previsioni a lunga scadenza, seppure il livello di sperimentazione sia ormai avanzato, continuano ad avere un'affidabilità modesta - spiega Cat Berro -. Meglio ragionare nel breve periodo, dunque. E cosi possiamo anticipare che l'arrivo del fohn porterà un miglioramento con un tempo finalmente soleggiato e caldo. Quanto durerà? E chi può dirlo! A priori, io non mi sento di assicurare che avremo condizioni simili a quelle che hanno caratterizzato questo primo scorcio d'estate, con temporali e temperature sotto la media stagionale. E' proprio il caso di dire, dunque, che c'è ancora tempo perché il clima si assesti, secondo le consuetudini di questo periodo».
Intanto l'invaso di Ceresole è strapieno. Se non altro, quindi, le paure di possibili ripercussioni sull'agricoltura paventate proprio in inverno sono del tutto scongiurate. «Se la siccità che abbiamo lamentato per tutto l'inverno fosse proseguita anche in aprile, saremmo qui a fare i conti con pesanti danni alle colture - aggiunge Cat Berro -. Fortunatamente, maggio e giugno piovosi hanno risolto la situazione. Tanti temporali, tanta acqua, anche se la tendenza, a livello decennale, ci dice che le risorse stanno diminuendo e questo è l'anno in cui si perde di meno. A settembre, comunque, quando terminerà l'estate alpina, faremo i conti. Vedremo lo stato dei ghiacciai e valuteremo complessivamente la situazione climatologia».
Che non potrà essere cambiata in modo sostanziale, nel senso che i modelli sono e restano gli stessi: aumento progressivo delle temperature e aggravamento della siccità. «Invece di brontolare ad ogni piè sospinto (troppo freddo, troppo caldo, troppo umido), cominciamo a proteggere il clima da noi stessi - esorta Daniele Cat Berro -. Il risparmio energetico è una delle strade. Consumiamo di meno, dunque, consumiamo meglio e puntiamo ad energie prodotte da fonti rinnovabili».
Ognuno, nel suo piccolo, può dare un contributo fondamentale aa una causa che è davvero vitale. Pensiamoci. E nel frattempo, per l'estate che avanza, quando andiamo a dormire teniamo sempre una coperta a portata di mano, da appoggiare sul lenzuolo, all'evenienza. Potrebbe farci comodo.
Mauro Michelotti