Per Braghin ‘obiettivo minimo i play-off'
IVREA. Mancano ormai una decina di giorni al raduno dell'Ivrea, che ora come ora dovrebbe disputare il torneo di C2. E se la rosa della prima squadra è tuttora in buona parte da definire, un punto fermo è rappresentato dal suo allenatore, il cossatese Maurizio Braghin, approdato alla guida degli arancioni dopo lo scioglimento consensuale del rapporto con il mister uscente, Osvaldo Jaconi.
Quarantotto anni il prossimo 17 luglio, nato a Biella e residente a Cossato, Maurizio Braghin vanta un'esperienza calcistica già notevole.
Ha chiuso nel '92 la carriera di giocatore che l'ha portato a calcare campi di mezza Italia: Biellese in primis e poi Varese, Triestina, Avellino, Carrarese, Piacenza, Pro Vercelli e cosi via. «Ho giocato - dice - circa duecento partite in Serie B e le squadre in cui militavo non sono mai retrocesse: un piccolo record di cui sono orgoglioso».
E cosi Braghin da ormai tre lustri ha intrapreso la carriera di allenatore, «tanto per rimanere nel mondo del calcio, che è la mia passione principale», come afferma egli stesso, con filosofica convinzione. A credere per primo in lui furono i dirigenti del Piacenza, ai tempi di Marchetti e Gigi Simoni, a cui subentrò, nel 2000, guidando il Piacenza in Serie A per una ventina di partite.
«Ma a parte Biellese e Piacenza - esordisce il neo mister arancione -, che sono poi forse le società cui sono più affezionato, mi sono tolto delle belle soddisfazioni anche con il Rodengo Saiano in Serie D (dove arrivai con la squadra a 4 punti dopo tredici match), prima salvandoci senza problemi e poi impostando la squadra che nel giro di due anni sarebbe salita in C2. La stessa parentesi alla guida della Pro Vercelli, nel triennio precedente, la considero positiva, anche se si è conclusa con un esonero... Nell'ultima stagione, in C2 col Pergocrema che potremmo ritrovarci di fronte fra pochi mesi, tutto è andato bene fino alla sfida decisiva col Lecco, nei play-off. Una sconfitta immeritata, proprio come è accaduto agli eporediesi, ci ha privato della gioia della promozione».
E ora con l'Ivrea inizia una nuova avventura, per ora con scadenza fissata a un anno: «Vengo a Ivrea conscio di inserirmi in una società che negli ultimi quindici anni è cresciuta molto, guadagnandosi la stima di tutto l'ambiente calcistico. Entrambi siamo stimolati da una forte volontà di riscatto, che non può che passare attraverso la risalita in C1: certo, la concorrenza non manca (Pro Vercelli, Pergocrema, Bassano, Portogruaro, Olbia, Nuorese, senza contare le retrocesse Pavia e Pizzighettone) ma il nostro obiettivo è restare nella fascia alta, per ambire almeno alla disputa dei play-off».
All'avvio del campionato (fissato per la domenica 24 agosto) manca un mese e mezzo: giusto il tempo per il neo mister Braghin di ‘trasmettere' alla squadra il suo ‘credo', fatto soprattutto di grinta e sudore. «Per emergere in queste categorie - puntualizza il tecnico arancione - è fondamentale correre, correre e correre, con la giusta cattiveria agonistica, perché qui nessuno regala niente. Per ora è prematuro parlare di schieramenti e moduli (anche se io prediligo schierare la squadra secondo il 4-2-3-1 o il classico 4-4-2). Tutto dipenderà dalla rosa che avrò a disposizione: la base è ottima, ma manca ancora qualche elemento, che con il ds mio omonimo stiamo individuando. visto che la difesa è praticamente a posto, io ho chiesto un centrocampista, una punta centrale e un esterno sinistro.
«E vorrei che fosse gente brava, più che importante - chiarisce Maurizio Braghin -. Non mi servono giocatori di nome, ma giocatori di qualità disposti a sacrificarsi per la squadra. Solo cosi potremo ottenere gli obiettivi che ci siamo prefissati».
Naturalmente non sarà cosa facile, vista l'agguerrita concorrenza (nel lotto non bisogna dimenticare i ‘cugini' del Canavese, matricola dagli stimoli tutti particolari), ma se tutto andrà per il verso giusto, questo allenatore dal volto pacioso che ha come modello il mitico Eugenio Fascetti potrebbe rinverdire i fasti dell'altrettanto mitico (e per l'Ivrea Calcio ormai ‘storico') Osvaldo Jaconi.