Gli antichi ricetti, patrimonio da studiare
CHIAVERANO. Perché non creare un'associazione di antichi ricetti? Del resto in Canavese questi antichi insediamenti hanno dato vita al tessuto urbanistico attuale e in Piemonte si contano circa duecento ricetti documentati. Alcuni sono visibili e in ottimo stato di conservazione, ma sono molti di più. E allora dall'Ecomuseo di Chiaverano è nata l'idea di studiarli e saperne di più.
In paese non sono visibili i resti dell'antico ricetto, ma questo non ha impedito una attenta ricostruzione basata sui documenti e sull'osservazione diretta del territorio.
«Noi siamo partiti con la ricostruzione del nostro antico ricetto - spiega Giuliano Canavese, presidente dell'ecomuseo Orizzonte Serra - però ci piacerebbe molto portare avanti l'idea di creare un'associazione di antichi ricetti della Serra Morenica e scoprirli e ricostruirli tutti. Lungo questa dorsale i piccoli paesi custodiscono un patrimonio storico artistico davvero invidiabile e credo che valorizzare i ricetti sia un passo importante verso l'arricchimento della nostra offerta turistica». Dello stesso parere anche il sindaco di Chiaverano Giancarlo Tonino che durante la serata di presentazione ha spiegato: «Questo lavoro avrebbe dovuto concludersi a novembre. Devo dire che la solerzia e l'interesse con cui si è lavorato ha fatto anticipare di molto la presentazione. E me ne compiaccio. Di certo le premesse sono molto buone e spero che questa ricerca possa proseguire e approfondire ulteriormente l'argomento. Inviterei anzi tutte le persone interessate a dare un contributo».
Autore della ricostruzione del ricetto di Chiaverano nonché di una serie di importanti progetti di studio e recupero del patrimonio eporediese, è l'architetto di Vestignè Mario Tassoni, professionista e docente all'Università di Venezia, grande appassionato del Canavese: «Da anni mi occupo con molto interesse e curiosità del territorio canavesano e il lavoro sui ricetti è iniziato nel 1990. Questo studio comincia dalla storia dell'anfiteatro morenico, sicuramente la parte più imponente del lavoro. Poi prosegue con lo studio e la presentazione generale dei ricetti e si conclude con l'ipotesi di ricostruzione del ricetto di Chiaverano. Non si tratta di un lavoro definitivo - puntualizza Tassoni - perché è l'inizio di una ricerca più complessa che potrebbe portare fino alla realizzazione di un libro». Ma è ancora troppo presto per parlarne. Adesso si sta procedendo lungo un cammino fatto di studio e ricerca. E magari coinvolgendo gli altri paesi limitrofi interessati. «Tutti i ricetti sono molto interessanti - dice Tassoni - ed è praticamente impossibile stabilire i più belli. Certo il ricetto di Candelo ne costituisce un esempio unico grazie alla sua conservazione e per questo motivo è il ricetto che ha permesso poi lo studio di tutti gli altri insediamenti. In questa zona, posso dire che il ricetto di Magnano e quello di Pavone, con la loro struttura fusiforme, sono molto affascinanti. Ma in ogni caso, la bellezza di questi antichi insediamenti sta proprio nella loro unicità che ha caratterizzato in modo inequivocabile il nostro territorio».
Elisa Pescina