‘No' al nuovo ponte sul rio San Pietro

CASTELLAMONTE.Dopo la revoca della variante al Piano regolatore comunale altre due ‘patate bollenti' sono nelle mani dei nuovi amministratori comunali di Castellamonte. Si tratta del nuovo ponte sul rio San Pietro e la nuova sede della biblioteca civica. Nei prossimi giorni il sindaco Paolo Mascheroni e l'assessore ai Lavori pubblici Piero Scala valuteranno l'eventualità di non realizzate il nuovo viadotto il cui costo risulterebbe troppo elevato per le casse comunali. Contatti con l'azienda aggiudicatrice dei lavori, la Ies di Bussoleno e funzionari della Regione sarebbero in corso per modificare il progetto che prevederebbe la revoca della costruzione del nuovo ponte (con il pagamento di una penale) e l'allagamento dell'attuale, con la realizzazione di una piccola ‘rotonda', in modo da consentire un agevole passaggio degli automezzi verso piazza Martiri e via ex Internati. Va aggiunto che il nuovo ponte avrebbe comportato un innalzamento del livello stradale di circa un metro. Un piccolo cavalcavia che avrebbe provocato disagi non solo in via ex Internati ma anche per gli utenti del parco giochi.
Dovrà essere ridiscusso anche il progetto della nuova biblioteca che, la passata amministrazione, ha individuato nell'ex palestra di piazza della Repubblica. Secondo la Soprintendenza ai Beni Librari della Regione Piemonte la ristrutturazione dell'ex palestra in fase di ristrutturazione da parte della ditta Biondi di Forli, non prevederebbe la realizzazione di spazi riservati alla conservazione sia dei materiali bibliografici destinati alla consultazione da parte del pubblico, sia del materiale documentario storico. In particolare la Soprintendenza chiede ai progettisti di individuare uno o più ambienti protetti, ed a microclima controllato, dove collocare gli esemplari che rappresentano rarità e pregio (ad esempio le donazioni Rovere e Nigra), oppure che rientrino tra i materiali di interesse locale, come le edizioni monografiche e periodiche locali, per la quale la biblioteca ha precisi compiti di conservazione.
Un'altra osservazione della Soprintendenza ai Beni Librari riguarda le superfici destinate a biblioteca che passerebbero da circa 260 metri quadrati dell'attuale sede di via Caneva (piano terreno del vecchio ospedale) a poco più di 390 metri quadrati della nuova sede, per lo più destinati a spazi espositivi, a videoteca ed a sala conferenze. Non risulterebbero invece individuati gli spazi per l'ampliamento dell'archivio storico, della sala di consultazione, della sezione ragazzi e della sala multimediale. Mancherebbero anche spazi adeguati per accogliere l'archivio audiovisivo canavesano, i fondi Rovere e Nigra, i magazzini librari ed un locale di temporanea movimentazione dei beni di nuova acquisizione.
Infine, sempre secondo la Soprintendenza, al momento, non sarebbe consentito l'accesso al soppalco ai diversamenti abili per l'assenza dell'ascensore. Dubbi sul trasferimento della biblioteca erano stati espressi, nei mesi scorsi, dall'allora assessore alla cultura Alda Porta e dal consiglio di biblioteca.
Dario Ruffatto