Dalla polvere dell'archivio spunta un pezzo di storia
CAREMA. Ecco uno stralcio delle controdeduzioni del Podestà di Carema alla deliberazione dl consiglio comunale di Pont Saint Martin. «Il Comune di Pont Saint Martin - si legge - lamenta che le frazioni Marchetto, Boschetto, ecc. sono abitate da esercenti che vivono della vita economica, ed usufruiscono di ogni pubblico servizio di Pont Saint Martin, a tutto danno di esso».
«E - si legge ancora - senza contribuire per nulla a sopportare le spese di quel Comune». Più avanti: «A dimostrare quanto sia ingiusta tale accusa, è sufficiente il fatto che l'amministrazione di Pont Saint Martin non ha mai fornito di acqua potabile i suoi abitanti neppure nel capoluogo, cosicché, quando, verso il 1906, il Comune di Carema con grave spesa provvide alle suddette frazioni una abbondante acqua potabile, questa ha servito a molti abitanti del capoluogo di Pont Saint Martin e serve tuttora specialmente agli abitanti di quel Comune che si trovano a mezzodi del Ponte Romano, senza che il Comune di Carema abbia mai richiesto alcun concorso nella spesa a Pont Saint Martin. Anche il lavatoio, recentemente riparato serve promiscuamente ad abitanti di Pont Saint Martin e di Carema e fu costrutto esclusivamente a spese del Comune di Carema...»
Il documento argomenta e delinea una fotografia della discussione dell'epoca che, per certi versi, è molto attuale: «Inoltre se il Comune di Carema nonostante la sua grande estensione ha un reddito molto inferiore al piccolo Comune di Pont Saint Martin, i cui abitanti sono per la gran parte ricchi commercianti e capitalisti (come lo dimostra il prospetto presentato da quell'amministrazione), questa è una ragione di più perché non debba essere defraudato dei non indifferenti redditi che gli provengono da dette frazioni, per le quali il Comune di Carema ha speso somme rilevanti per dotarle di tutte le comodità della vita (acqua potabile, lavatoi, strade, piazzali, ecc) e di questi redditi il Comune di Carema ha specialmente bisogno ora che, per la Legge 30 dicembre 1923, nº 3069, esso viene a perdere oltre ottanta mila Lire di reddito imponibile sui numerosi fabbricati industriali situati nel suo territorio- redditi che furono convertiti in ricchezza mobile (la cui imposta viene pagata alla sede delle rispettive società), e che costituivano finora la principale entrata del Comune di Carema, mentre per il piccolo Comune di Pont Saint Martin le spese sono minime ed i suoi abitanti, essendo per la gran parte ricchi commercianti e capitalisti, possono facilmente sopportarle».
E il documento ritrovato negli archivi comunali si chiude: «Il confine logico e naturale fra i due Comuni di Pont Saint Martin e Carema dovrebbe essere segnato dal Ponte Romano e dal Torrente Lys». (c.b.)