Rito magico riuscito
CUORGNE'.Un fumo denso si alza dal braciere. Tutti aspettano che il fuoco divori i biglietti dove sono state riportate le negatività che vorremmo eliminare dalla nostra vita. Ma le fiamme tardano a levarsi. Il gran cerimoniere mescola e rimescola il contenuto del pentolone, ma la serata senza un filo di vento non aiuta. In piazza Boetto comincia a serpeggiare un po' di malumore. I più convinti lo leggono come un cattivo presagio. 'Sarà un anno difficile" è il commento che gira. Ma il rito va aiutato perché riesca. Ed allora vai con l'energia positiva del cerchio magico, tutti per mano, tutti a seguire con scrupolo le regole dettate dalla sacerdotessa del solstizio. Ed ecco la vampata di fuoco, le ceneri che si alzano, le negatività che si dissolvono. Meno male, anche questa volta è andata.
E se nella notte appena trascora, quella tra il 23 e il 24, ci siamo ricordati di appendere alla porta di casa il ramo di noce confidando che la rugiada del mattino lo bagnasse, come simbolo di purificazione, non resta che conservare sino al solstizio del prossimo anno la spiga di grano che ad inizio serata è stata consegnata ad ognuno dei partecipanti alla festa. Se avremo tanta costanza, saremo premiati. Diversamente, non lamentiamoci se le cose non andranno sempre per il verso giusto...
Tra sacro e profano (le forze che vengono evocate sono quelle della luce), la festa di San Giovanni è andata in scena anche quest'anno, sabato scorso, a Cuorgnè, grazie al Cipac, il Comitato di via Arduino, presieduto da Wilma Speronella. Nel 2006 la manifestazione fu un mezzo insuccesso per la concomitanza dei mondiali di calcio, mentre l'edizione 2007 è stata, alla fine, più partecipata. Certo, rispetto alle folle oceaniche di qualche anno fa, con il centro storico intasato e la ressa per il rituale delle 24, un po' di quell'interesse sembra essere scemato. Del resto, la novità paga quando è tale, e anche per altre manifestazioni più blasonate è già tempo di ripensamenti. Ma va comunque dato atto al Cipac di riuscire ogni volta a dosare bene gli ingredienti e chi è affezionato al solstizio cuorgnatese non torna mai a casa deluso.
La serata tiepida, dopo i nubifragi delle giornate precedenti, ha invogliato ad uscire. Bancarelle dell'occulto e non, veggenti e cartomanti, artisti in vetrina, e poi il 'Club Amici Valchiusella" a dilettarsi in cucina con le erbe (davvero squisita la cena), un 'Quintetto" a tenere compagnia i commensali tra una portata e l'altra, e ancora il trio dei 'Keily's Folk" a raccontare un po' d'Irlanda con le sue ballate suggestive hanno confezionato un menu di prim'ordine.
Bianco il colore dominante, quello della luce, appunto, della purezza, della voglia di rinascita. Del rito propiziatorio s'è detto. Il gran cerimoniere ne ha tratto buoni auspici. E se è vero che il sapore della vita ha sempre un fondo d'amaro, la tisana di San Giovanni ce l'ha ricordato. Per amara, lo era davvero. Di più, amarissima. (m.mi.)