Pont, infuria la polemica su ‘Montagne a 360º' «La Comunità sta a guardare»
PONT. Infuria la polemica su 'Montagna a 360º" l'iniziativa della Regione per promuovere gli eventi nelle zone montane, che dimentica le Valli Orco e Soana. Il caso, sollevato dall'associazione Amici del Gran Paradiso, rischia di diventare argomento di polemica tra gli amministratori. «Era già successo in occasione delle Olimpiadi, quando le nostre valli, oltre ad essere escluse dall'evento, erano state ignorate nelle pubblicazioni promozionali come quella sui prodotti tipici» rileva Raffaele Costa, assessore del Comune di Pont.
«Gli amministratori della nostra Comunità montana cosa hanno fatto perché ciò non avvenisse più? Adesso, la giunta è stata rinnovata e ci aspettiamo dei cambiamenti» aggiunge Raffaele Costa ex assessore della Comunità montana Valli Orco e Soana, dimessosi per divergenze dalla precedente giunta Ceretto.
Costa (Alleanza Nazionale) ha preso a cuore la questione ed è appoggiato dal suo collega di partito Gianluca Vignale, capogruppo in consiglio regionale, che prende le difese delle Valli Orco, Soana e di Lanzo. «La giunta di centro sinistra le ha dimenticate e degradate a montagne di serie B, nessun finanziamento, o al massimo qualcuno irrisorio, per sostenere queste realtà territoriali più in difficoltà, ma altrettanto belle di quelle olimpiche - sostiene Vignale -. Per questo ho presentato un'interpellanza per sapere quale sia la reale politica montana adottata dall'assessore e quale sia la suddivisione delle risorse sul territorio. In particolare modo sono curioso di conoscere quali siano le motivazioni per cui il progetto ‘Montagne a 360º' non prevede il coinvolgimento delle vicine valli tornesi del Canavese e di Lanzo, nutro la speranza, seppure fievole, che questa scelta non sia il frutto della creatività di qualche consulente esterno che, per amicizia, si è 'guadagnato" un posto di lavoro e che di tanto in tanto deve produrre un programma, pur non avendone alcuna cognizione di causa».
Ancora una volta l'oasi protetta più antica d'Italia chiede maggior attenzione soprattutto dopo che il versante piemontese del Parco Nazionale del Gran Paradiso ha ottenuto il Diploma Europeo per l'ambiente.
Ornella De Paoli