L'ex vicesindaco Dellarole: «Non entrerò nel nascente Partito Democratico»
CASTELLAMONTE. Non si placano, nella città della ceramica, le polemiche tra alcuni componenti dell'ex coalizione di centrosinistra, in particolare tra ‘Margherita' e ‘Democratici di sinistra', uscita sconfitta nelle recenti elezioni. «L'unico vero vincitore tra gli amministratori della passata legislatura è Giovanni Maddio, ex assessore dei Ds - lo sostiene Carlo Dellarole, vicesindaco della giunta Bozzello -. Molti castellamontesi mi hanno rimproverato di non essere stato nella squadra giusta».
«Ho preferito dire ‘no' a questa squadra perché il passo non sarebbe stato capito. Un domani, se alla ‘Margherita' saranno tolti i petali, preferirò restare in un'area moderata piuttosto che confluire nel nascente ‘Partito Democratico'. Non posso dimenticare le parole che da novembre a febbraio (i Ds, ndr.) sono andati ripetendo al segretario della Margherita, Enzo Sapia, ed all'onorevole Gianfranco Morgando: ‘Dateci un nome per il candidato sindaco, purché non sia Dellarole'. Io avevo proposto il nome del consigliere uscente Ernestino Chiantaretto in modo da poter proseguire il lavoro da me iniziato: ero convinto di formare una lista civica fortemente orientata al centro. Le cose, invece, non sono andate cosi e, se avessi perseguito la formazione di una seconda lista, sarebbe caduto su di me l'insopportabile peso di aver frazionato il centrosinistra».
L'ex vicesindaco spiega anche perchè non si è ricandidato. «Dal carro sono sceso da solo silenziosamente e senza bisogno di scuse - continua Carlo Dellarole -. Ho chiesto soltanto un riconoscimento di forte responsabilità da parte di chi ha voluto ‘condurre il gioco' ponendo veti e condizioni, perdendo poi il confronto. Mi piacerebbe soltanto che chi ha sbagliato avesse il coraggio di ammetterlo».
«Se la giunta guidata da Bozzello non ha funzionato, se gli assessori (tra cui due diessini) avevano lavorato male, se il sindaco non aveva centrato gli obiettivi, perché è stata ricercata una soluzione politica espressione della giunta uscente? - aggiunge Dellarole - perché sono state rifiutate le aperture al centro ed un carattere prevalentemente civico della nuova squadra? Forse perché qualcuno era troppo sicuro della vittoria nonostante lo sbilanciamento a sinistra consigliasse maggior prudenza. L'alternativa amministrativa è un principio democratico. Ho sempre sostenuto che la guida di una città come Castellamonte non ha bisogno di bandiere politiche ma di una comunanza di intenti. Spero che l'attuale amministrazione faccia tesoro di questo consiglio».
Dario Ruffatto