Parlate Canavesane, esperti a confronto
PERTUSIO.Il programma primaverile dell'‘Archivio Dialogico della Cultura Canavesana' espressosi attraverso un intenso ciclo di pomeriggi ospitati nell'accogliente sala consigliare di Pertusio, si è chiuso l'altro sabato con un interessantissimo incontro dedicato alle Parlate Canavesane, su cui hanno disquisito alcuni fra i massimi esperti presenti oggi sul territorio della nostra regione.
Coordinati dal professor Arnaldo Alberti, che è anche il responsabile scientifico dell'Archivio stesso, i relatori hanno approfondito vari aspetti legati alla realizzazione del Grande Dizionario delle Parlate Canavesane, un progetto ambizioso al quale si lavora da tempo. Accanto ad Alberti, veri e propri ‘motori' dell'iniziativa sono Domenico Caresio, Tiziano Passera, Giacomo Vieta e Adriana Querio, che su più fronti e da ormai diversi anni stanno raccogliendo testimonianze e materiale che con il passare del tempo si stanno rivelando preziosissimi e per certi versi irripetibili, basti pensare ai numerosissimi anziani portatori della tradizione linguistica canavesana che negli anni ci hanno lasciato.
«Il gruppo di lavoro del ‘Grande Dizionario' naturalmente prosegue imperterrito per raggiungere l'obiettivo prefissato - ha puntualizzato il professor Alberti -, un'opera per molti versi monumentale, che non potrà che valorizzare il nostro patrimonio linguistico, altrimenti destinato a essere affossato da idiomi come il piemontese, che privilegiando il torinese, tende a emarginare le pur significative parlate locali».
Un esempio delle peculiarità del ‘Grande Dizionario' messo in cantiere è venuto dall'intervento di Domenico Caresio, che con pazienza e competenza ha già raccolto migliaia di vocaboli in una decina di varianti canavesane, «grazie alla preziosa e fondamentale collaborazione di alcuni testimoni residenti un po' in tutto il territorio canavesano».
Un'impresa oggi un po' facilitata dall'uso del computer (ad esempio le tabelle di Excel si stanno rivelando utilissime per i raffronti fra le varie versioni dei singoli vocaboli), e pur tuttavia sempre notevole, come ha evidenziato Giacomo Vieta, la cui attenzione si è da tempo concentrato sul particolarissimo dialetto fornese e su quelli circostanti.
Naturalmente vengono approfondite tutte le realtà canavesane: ne è un esempio il questionario illustrato da Adriana Querio e che vede coinvolte le elementari castellamontesi, allo scopo di verificare diffusione e abitudini dialettali in quella zona dell'Alto Canavese.
Dal canto suo, Tiziano Passera ha relazionato in merito all'attività filologica di Costantino Nigra (di cui a giorni ricorre il centenario della morte), con particolare riferimento ai suoi Canti popolari del Piemonte, «dove non è difficile notare le talvolta notevoli e sorpendenti differenze fra le espressioni in uso nella seconda metà dell'Ottocento pure a distanza di pochissimi chilometri, come nel caso dei piccoli centri della Valle Sacra».
E chissà che proprio sull'onda di questo significativo anniversario il Grande Dizionario delle Parlate Canavesane non diventi al più presto realtà. (t.p.)