Tromba d'aria si abbatte sulla Pininfarina

BAIRO. Cinque minuti di terrore. E' bastata una manciata di minuti poco dopo le tredici di venerdi per danneggiare lo stabilimento Pininfarina. Una tromba d'aria ha distrutto il tetto e fatto volare scocche e paraurti nel raggio di centinaia di metri. Lo stabilimento è stato dichiarato inagibile. Nel tardo pomeriggio, l'azienda ha convocato le rappresentanze sindacali dei lavoratori per fare il punto sulla situazione. Per due settimane lo stabilimento resterà chiuso e i lavoratori in cassa integrazione. Nello stabilimento di Bairo, in questo periodo, stanno lavorando quasi novecento persone, compresi gli addetti in distacco della Bertone.
Il racconto di quei cinque minuti sembra la sceneggiatura di un film: «Ho sentito il tetto vibrare, i bulloni spaccarsi e le lamiere che volavano via, poi una cascata di acqua che arrivava da tutte le parti», ha raccontato una dipendente ad un'amica in cassa integrazione, chiamandola con il cellulare pochi minuti dopo il fatto. «Mi ha telefonato un collega a cui, alle 14, dovevo dare il cambio - spiega un altro operaio -. Mi ha detto di essere stato sfiorato dal vetro di una finestra che era esplosa improvvisamente». In fabbrica, al passaggio della tromba d'aria, erano in pochi: la maggior parte era in cassa integrazione proprio fino a venerdi. La cassa, della durata di una settimana, era stata chiesta da Pininfarina per sistemare alcuni problemi legati alla produzione. L'azienda, in una nota, esprime «sollievo per il fatto che non si siano verificati danni alle persone. L'evento - sottolinea - è accaduto quando l'azienda aveva appena comunicato la ripresa delle attività». E ora, tutti sperano che i danni, ingentissimi, possano essere riparati al più presto. Fabio Militto, Rsu Fim, è sconsolato: «Certo che non è un gran periodo. Questa proprio non ci voleva. Speriamo che in due settimane si riesca a riprendere la produzione: abbiamo migliaia di ordini da evadere».
Non solo i dipendenti della Pininfarina sono rimasti choccati dal passaggio dell'uragano. «Stavo andando al lavoro a Castellamonte - racconta ancora in lacrime una giovane operaia di Agliè - quando un grosso pezzo di lamiera ha colpito la mia auto, una ‘Yaris', infrangendo il finestrino anteriore destro ed ammaccando l'auto in più punti». Testimone del nubifragio anche un altro automobilista. «Ero sulla Pedemontana e, ad un tratto, ho visto formarsi la tromba d'aria - racconta -. Poco dopo rami, lamiere e oggetti vari hanno sfiorato la mia autovettura. Mi sono riparato sotto il cavalcavia».
Oltre alla Pininfarina lamentano gravi danni anche al vicino stabilimento ‘Linea 2000, Confezioni d'arredamento'. «Nel nostro cortile - spiega Cinzia Sergenti - è piovuto di tutto: lamiere, rami e pezzi d'auto». Una grossa lamiera è rimasta incastrata sul balcone del primo piano della villetta dell'azienda, mentre il muretto di cinta in mattoni è andato in frantumi. Pezzi di laminati sono stati ritrovati anche a diverse centinaia di metri dalla zona del passaggio dell'uragano. «Dopo la pioggia, sono sceso nel cortile della mia abitazione di strada per Torre - spiega Federico Deiro - e c'erano pezzi di lamiera anche li».
Rita Cola(Ha collaborato Dario Ruffatto)