Centenario con francobollo

IVREA.Compirà cento anni nel 2008 la fabbrica Olivetti e per l'occasione verrà emesso un francobollo che ne celebrerà l'evento.
Il progetto è stato presentato al teatro Giacosa dove si è ripercorsa l'eredità olivettiana per molti aspetti sempre più attuale. Il francobollo per ricordare i cento anni della fondazione della fabbrica Olivetti è stato approvato dal ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni. Il bozzetto proposto è stato realizzato dall'architetto Matteo Olivetti, nipote di Adriano, ed è stato appoggiato da tantissime personalità politiche fra cui il ministro Cesare Damiano, la sottosegretaria Chiara Acciarini, la presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso, il segretario Cgil Guglielmo Epifani, i sindaci Sergio Chiamparino, Sergio Cofferati, Fiorenzo Grijuela, Nerio Nesi e numerosi professori universitari.
L'iniziativa presentata durante il convegno organizzato da Communitas2002, ha riscosso il favore degli intervenuti e del pubblico: «Adriano Olivetti - ha detto il sottosegretario alle Comunicazioni Luigi Vimercati - è stato un autentico innovatore nella storia dell'industria e del capitalismo italiano. Soprattutto perché comprese che la coesione sociale, la qualità della vita dei lavoratori, la valorizzazione del talento delle persone erano potenti fattori di competitività. Fare qualcosa di buono per i propri dipendenti non era carità, ma una strategia vincente per ottenere la collaborazione e la condivisione degli intenti e degli obiettivi. Una lezione, la sua, ancora validissima oggi».
Simona Giovannozzi, coordinatrice di Communitas 2002, spiega che il convegno 'Le sfide dell'innovazione" che si è voluto svolgere ad Ivrea «non deve voler dire rimpiangere il passato. La lezione olivettiana deve essere di sprone a un continuo innovare per competere. E' con questo spirito che vogliamo riproporre l'utopia come obiettivo raggiungibile. Occorrono veri imprenditori che si assumano rischi di impresa e impegno innovativo».
Nessuna sterile nostalgia, ma voglia di utilizzare al meglio un'esperienza prima di tutto sociale. Senza però, finora, «che abbia lasciato un'eredità diretta in campo industriale, ad eccezione di Roberto Olivetti. L'attuale classe imprenditoriale è capace di ottenere eccellenti risultati in termini di capitale economico, ma non sa imprimere un significato più generale e articolato al proprio lavoro», ha puntualizzato Nerio Nesi.
I convegni organizzati da Communitas proseguiranno a Torino il 28 settembre e a Milano, il 9 novembre.
Elisa Pescina