Vola con l'auto dentro il rio
SPARONE. Si ferisce finendo con l'auto dentro il rio Mares e torna la polemica sulla mancata presenza, sul ciglio della strada che scende da Alpette, delle barriere di protezione. Nello stesso punto, il 20 agosto del 2005, perse la vita una donna. Ieri pomeriggio, domenica, a finire nel rio Mares è stato un automobilista originario di Alpette, Gianfranco Seren Rosso, 41 anni, abitante a Pont.
Secondo i primi accertamenti effettuati dai carabinieri della stazione di Locana l'uomo, autista della Satti, alla guida della propria ‘Clio', verso le quindici stava scendendo da Alpette in compagnia del fido cane ‘Hobby'.
Giunta in località Piani di Sparone, a poche decine di metri dal ponte sul torrente Orco la ‘Clio', nonostante una brusca frenata del guidatore è finita nel greto del rio fermandosi sulle rocce dopo un ‘volo' di una decina di metri.
A dare l'allarme sono stati alcuni bagnanti che, ieri pomeriggio, per sfuggire alla prima calura estiva, erano sulle rive dell'Orco.
Tra i primi ad accorrere, assieme ai volontari della Croce Rossa di Pont è stato Sergio Riva Roveda, vigile urbano del piccolo centro della Valle dell'Orco.
«L'autista era incastrato dentro l'auto mentre il cane, nonostante una frattura ad una gamba, era riuscito ad uscire dall'abitacolo», ha raccontato.
Entrambi sono stati portati in salvo, grazie anche l'intervento di squadre dei vigili del fuoco di Cuorgnè e Pont.
L'uomo, che lamentava ferite e lesioni varie è stato caricato sull'elicottero del 118 e trasportato all'ospedale San Luigi di Orbassano. L'animale, coccolato da alcuni bambini presenti in quel momento sulle rive dell'Orco, è stato poi soccorso da un veterinario della zona.
L'uscita di strada delle Clio, nello stesso punto dove, due anni orsono perse la vita la trentenne Milena Oberto, originaria di Agliè ma residente a Sparone, ha innescato nuove polemiche tra gli abitanti della zona.
«Quel tratto di strada, molto ripido, che scorre lungo il greto dei rio Mares - spiegano -, dovrebbe essere protetto da una robusta protezione, un gard-rail oppure un muretto in pietra». Due anni orsono la giovane donna, che viaggiava su di una ‘Golf' guidata dal suocero, perse la vita proprio in quel punto per proteggere quella del figlio di appena sei mesi.
Dario Ruffatto