Hanno subito 21 furti
BUSANO.Roba da guinness dei primati. Con l'episodio avvenuto tra lunedi e martedi notte, sono 21 i furti subiti dal distributore Agip di Busano. Questa volta, i malviventi hanno 'soltanto" forzato la porta di un minuscolo deposito situato sulla destra dell'impianto dove vengono stoccati taniche d'olio, lampadine ed altri accessori per l'auto. Il danno c'è stato, ma poco o nulla rispetto ad altri colpi messi a segno dal 2003 ad oggi.
Per i titolari, Ivano e Flavio Baima, 38 e 43 anni, residenti a Favria, una nuova seccatura (la porta va riparata e anche se c'è l'assicurazione, alla fine qualcosa ci si rimette sempre di tasca propria), ma i due fratelli la prendono, come si suol dire, con filosofia. «Non ci possiamo mica suicidare...» sottolineano con un mezzo sorriso.
L'impianto di carburante l'hanno rilevato nel 2002. Prima, di mestiere facevano gli impiegati. Poi, è arrivata l'opportunità del distributore, una chance che hanno pensato di cogliere vista la posizione strategica (il punto Agip è sulla provinciale per Front, un'arteria poco trafficata, in passato, nonostante costituisse una valida alternativa all'ex statale 460 per raggiungere Torino, ma oggi con un incremento del traffico anche per via del polo dello stampaggio a caldo sorto a un paio di chilometri).
Ma l'impianto resta comunque fuori dall'abitato di Busano, periferico, e di notte, in una zona cosi isolata, per i malintenzionati è 'quasi" un gioco da ragazzi agire indisturbati. «Più che furti, che comunque ci sono stati, spesso si è trattato di atti vandalici - confidano i fratelli Baima -. Il primo colpo è stato messo a segno nel 2003 e in quell'occasione ad essere presa di mira era stata la gettoniera dell'autolavaggio. Poi, è toccata a quella del self servive benzina e cosi via. Finchè nel 2006 l'Agip ci ha dotato di telecamere. Ma evidentemente neppure queste stanno funzionando come dissuasori. Quattro mesi fa, per esempio, ignoti hanno avuto il coraggio di sradicare tre esemplari di pino marittimo che avevamo appena piantumato. Li abbiamo rimpiazzati con un albero più adulto. Se dovessero portaci via anche quello, magari pianteremo un cipresso...».
Con tutta l'area del distributore monitorata (adesso ci sono antifurti ovunque), per ladri e vandali l'approccio diventa rischioso, ma questo non ha impedito agli autori del furto di martedi notte di entrare in azione. L'allarme è scattato (è collegato alla caserma dei carabinieri di Rivara e al Telecontrol) e in pochi minuti, sul posto, sono arrivati gli addetti alla sicurezza e gli stessi fratelli Baima. «Abbiamo visto la porta del piccolo magazzino forzata, mentre il resto dell'impianto era in ordine - spiegano i titolari del distributore -. L'ora sarà stata anche tarda, ma in 45 minuti, sulla provinciale è transitata soltanto una macchina».
Questo significa che quando gli impianti sono cosi fuori mano c'è sempre da temere le incursioni dei malviventi. «La serratura della porta è rotta e dobbiamo ancora inventariare quel che manca. Poco male: lo faremo, esattamente come le altre 20 volte, senza scoraggiarci troppo. Del resto, a che servirebbe?» concludono Ivano e Flavio Baima.
Mauro Michelotti