Il problema acqua in consiglio
SAINT-VINCENT. Casinò, rete idrica, Parco del Mont Avic e valorizzazione dell'area archeologica adiacente alla parrocchia. Tanti i temi su cui il consigliere di minoranza Mario Borgio ha chiesto spiegazioni, durante il consiglio comunale di giovedi 31 maggio, al sindaco Sara Bordet.
Sette le interpellanze sul tavolo, a partire dall'annosa questione dell'approvvigionamento idrico: «La portata delle sorgenti che alimentano l'acquedotto intercomunale non è adeguata - ha affermato Borgio -. La precedente amministrazione si era attivata per un potenziamento della rete, registro oggi un certo immobilismo». «Negli ultimi 10 anni sono stati fatti numerosi interventi per ridurre gli sprechi - ha replicato il vice sindaco Pierluigi Marquis -. Nel caso specifico siamo in attesa di nuove valutazioni da parte della Regione».
L'attenzione si è quindi spostata sul Casinò. «Che fine ha fatto la task force che doveva promuovere iniziative sul territorio per un supporto allo sviluppo della casa da gioco?», ha chiesto Borgio. «La commissione, nata un anno fa, si è riunita solo un paio di volte - ha spiegato Sara Bordet -. Ad altri livelli ci si sta occupando della cosa. Siamo anche noi in attesa di conoscere il piano strategico dalla Casinò Spa cosi come attendiamo dalla Regione novità sul disciplinare». Mario Borgio ha poi posto l'accento sulla necessità di individuare nuove possibilità turistiche, alternative ad una casa da gioco in crisi ormai da troppo tempo: «L'ampliamento su Saint-Vincent dei confini del Parco del Mont Avic può essere molto positivo sotto il profilo dell'immagine». «Il nostro territorio non confina direttamente con il Parco ed è quindi necessaria una comunione d'intenti con i vicini Comuni di Montjovet e Châtillon - ha risposto il sindaco -. Ogni decisione è vincolata poi dall'ipotesi di realizzare un campo da golf a nove buchi su terreni che rientrerebbero nell'area protetta». «In una zona di pre parco può essere inserito un campo da golf - ha replicato Borgio -. Bisogna solo avere la volontà di perseguire questa strada».
L'assemblea ha affrontato anche la questione relativa all'area archeologica, da tempo chiusa al pubblico. «La Regione sta predisponendo un impianto di trattamento dell'aria che elimini l'eccessiva umidità che rischia di danneggiare i reperti - ha spiegato il vice sindaco Marquis -. L'area è di proprietà della Parrocchia, ma è nostro interesse vederla presto resa fruibile dai visitatori». (a.a.)