Accusati di ventidue rapine

CUORGNE'. Accusati di ventidue rapine in banca, per un bottino di trecentomila euro. Due colpi anche in Alto Canavese. Diecimila euro circa razziati l'otto maggio scorso all'istituto San Paolo di Salassa. Poche migliaia di euro anche alla banca Sella di Cuorgnè: era il 20 dicembre scorso. Ma le tracce lasciate, per i carabinieri, erano davvero troppe.
Cosi, giovedi mattina, i militari vestiti da fattorini del latte si sono presentati in un bar di Rivalta con l'ordinanza di custodia cautelare in mano. Dicono che Lorenzo Sciacca, 31 anni, lodigiano, stesse per ordinare un Martini secco con ghiaccio e limone. Per i carabinieri, Sciacca agiva insieme con Francesco Rondella, 46 anni. Arrivare ai due non è stato facile: un anno di indagini, su e giù per l'Italia, dietro ogni traccia lasciata dai due. E che tracce. Da Nord a Sud, dal milanese alla bella Venezia per scendere giù, fino a Catania. Il tutto per inseguire la bella vita. Già, ci mancherebbe, tanto rischio per rapinare le banche e poi mica si possono aprire i conti e risparmiare. Cosi è tutto un viavai di alberghi di lusso, cenette per gourmet e altro ancora. Ogni volta che i carabinieri pensano di essere sul punto di trovarsi Lorenzo Sciacca davanti, però, lui scompare. Come quella volta che, a Venezia, dopo essere stato segnalato al Casinò, viene fermato dalla polizia stradale. Lui, però, mangia la foglia e si dilegua verso Mestre dopo una gimkana da film.
Stessa cosa quando viene individuata una sua prenotazione in un albergo a Venezia, ovviamente per mammà: di lui, però, manco l'ombra. E se i carabinieri lo hanno soprannominato 'Vento", forse per quell'inafferrabilità da protagonista di telefilm, giovedi è il momento dell'arresto. Il modus operandi, secondo la ricostruzione dei carabinieri, prevedeva i sopralluoghi di Francesco Rondella e poi, insieme, i colpi. A volto scoperto, come si evince dalle tante registrazioni delle telecamere a circuito chiuso dei sistemi di sicurezza degli istituto di credito. Eleganti, distinti, parevano davvero due clienti. Sembra che Sciacca, prima del colpo 'vero", andasse in banca tutto firmato per 'tastare il terreno" e chiedere informazioni per aprire conti e fare un mutuo. Qualche giorno dopo, passava 'a riscuotere", annunciando con il complice la fatidica frase: «Questa è una rapina».