«Meglio educare che punire»

IVREA.Prevenzione, incontri con esperti, progetti mirati. Sono questi gli strumenti che devono usare i dirigenti scolastici per affrontare il 'problema droga". E' convinto di questo l'assessore ai Sistemi Scolastici e al Diritto allo Studio, Andrea Benedino, Ds come il ministro Turco. «A scuola gli insegnanti devono educare e non punire. Agli studenti vanno pertanto insegnati quei valori che rendono la nostra società libera e democratica - precisa l'assessore -. Le scuole non sono caserme, né possono essere sottoposte a continue perquisizione. La cultura e l'educazione non hanno bisogno della forza e del controllo ma vanno proposte tramite progetti educativi precisi e mirati, volti a far conoscere i termini dei problemi, proprio per poterli risolvere nel migliore dei modi. I dirigenti che ricorrono ai NAS e ai cani antidroga si arrendono e non affrontano come si deve le problematiche dei loro studenti». Studenti che per la preside Bocca (Gramsci) «vanno motivati alla vita, incoraggiati a perseguire sogni e progetti ma chiedendo loro di attenersi alle regole senza ricorrere a divieti».