Nuovo Consorzio forestale Il progetto è già bloccato

COLLERETTO CASTELNUOVO. La costituzione del nuovo Consorzio forestale unico e l'avvio del progetto pilota della filiera subisce una battuta di arresto ancora prima di partire. I primi dissensi sono sorti proprio durante l'incontro con l'assessore regionale Bruna Sibille ed il presidente dell'Uncem Piemonte, Lido Riba svoltosi presso la sede della Comunità montana Valle Sacra.
L'intervento del sindaco di Canischio, Dario Donna, ha dimostrato che non è scontata l'adesione di tutti i Comuni e delle realtà coinvolte. «Il nostro Comune ha aderito con convinzione al Consorzio forestale del Canavese - ha esordito - oggi, ci dite che i Comuni non contano più, che i sindaci non devono avere un ruolo, che i proprietari non vanno interpellati, un'impostazione su cui non sono d'accordo». Osservazioni negative sono arrivate anche dal presidente della Cooperativa Valli Unite del Canavese, Giovanni Tarello, mentre rappresentanti di enti montani, tra cui il presidente della Comunità Valle Sacra, Franco Casassa, si sono invece dichiarati d'accordo a costituire il Consorzio unico previsto dalla legge regionale sulla forestazione in via di approvazione.
Secondo quanto illustrato da Riba, saranno le cinque Comunità (Alto Canavese, Valle Sacra, Val Chiusella, Dora Baltea, Valli Orco e Soana) e le tre collinari (Intorno al Lago, Terre dell'Erbaluce e Anfiteatro morenico) a deliberare la costituzione del consorzio unico che poi gestirà i 132 mila ettari di bosco compresi nel territorio. «Un patrimonio in gran parte inutilizzato e che va valorizzato con ricadute positive dal punto di vista economico, ambientale, turistico e di difesa dei versanti - ha sottolineato Sibille -. Vorremmo far partire il progetto pilota dal Canavese, perché qui vi sono già realtà che funzionano come l'Asa, il Consorzio forestale del Canavese, la Cooperativa Valli Unite e la Segheria Valle Sacra». Il Consorzio unico dovrà innanzitutto risolvere il problema dell'accesso ai fondi boschivi, realizzando piste e vie di esbosco, e predisporre un piano di coltivazione, dando avvio ad un processo che potrebbe portare alla creazione di qualche centinaio di posti di lavoro nel giro di cinque anni. «Prima di passare alla fase della costituzione del consorzio faremo altre riunioni per verificare la volontà degli enti coinvolti» la conclusione di Sergio Clerico, presidente del Laboratorio Valle Sacra e coordinatore del gruppo di lavoro delle Comunità che ha predisposto uno studio sulla filiera forestale canavesana, illustrato durante l'incontro. Decisione rimandata, dunque, e mentre il Canavese riflette, le Valli di Lanzo si sono già candidate ad avviare il progetto pilota sul loro territorio. (o.d.p.)