Giacosa, la vitalità dell'archivio

COLLERETTO GIACOSA. «Giuseppe Giacosa: un grande da riscoprire». Cosi si è espresso il consigliere regionale Luigi Sergio Ricca, rifacendosi al titolo del convegno dedicato al drammaturgo canavesano, svoltosi tra il liceo classico 'Botta" e la Sala polifunzionale di Colleretto Giacosa. Professori dalle maggiori università italiane sono intervenuti per approfondire la figura di Giacosa e svelarne gli aspetti meno conosciuti. «Il convegno è venuto al momento giusto per fare il punto su questo grande poeta, scrittore, uomo di teatro, forse un po' dimenticato negli ultimi anni», ha commentato Silvia Carandini, bisnipote del Giacosa e docente di Storia del teatro all'università 'La Sapienza" di Roma.
E ha aggiunto: «Il Comitato nazionale per le celebrazioni del Centenario della morte di Giacosa ha preso l'impegno, tra le operazioni che dovrebbero caratterizzare questo anniversario, di pubblicare gli atti del convegno e di ristampare la biografia curata da Piero Nardi, opera pregevolissima e ricca di notizie. Sarebbe auspicabile anche una riedizione di tutte le opere di Giacosa, per renderle disponibili agli studiosi e agli appassionati». «Unica nota negativa in queste celebrazioni - ha aggiunto, rifacendosi a una considerazione di Roberto Alonge, storico del teatro e docente all'Università di Torino - è consistita nel fatto che il Teatro Stabile, in occasione del Centenario, non sia riuscito a mettere in scena una produzione di Giacosa, notevole sperimentatore di modelli, creatore di quella linea del teatro borghese anticipatrice dell'opera pirandelliana».
Il convegno ha rappresentato anche l'occasione per discutere del futuro dei documenti del poeta ancora conservati nella villa di Colleretto. A tal proposito Pier Giuseppe Gillio, eporediese, docente di letteratura drammatica al Conservatorio di Novara, è intervenuto tracciando un'essenziale storia dell'archivio, e producendo un catalogo provvisorio, da lui compilato, che offre un primo spaccato della natura e della consistenza del fondo. «Una delle sezioni più importanti - ha spiegato - è quella in cui sono riposte le lettere di oltre cento corrispondenti, tra i quali figurano i nomi più eminenti della cultura italiana ed europea del tempo di Giacosa. In altra sezione si preservano migliaia di pagine autografe con minute di testi drammatici, non pochi dei quali fino ad oggi sconosciuti alla critica». Molte sono le testimonianze dell'attività saggistica, poetica, narrativa e librettistica del versatile autore canavesano, e cospicua la presenza di edizioni, giornali, materiale iconografico e documenti d'altra natura. Fino ad oggi non sottoposto a riordino e privo di catalogazione, il fondo è ora oggetto di un'importante iniziativa di tutela e valorizzazione che vede coinvolto il Comitato nazionale per le celebrazioni del centenario, la Regione, la Sovrintendenza. Gillio ha esposto le linee più significative di un progetto mirato non solo alla schedatura ma anche alla riproduzione digitale del materiale, che potrà essere liberamente consultato on line e contribuire cosi all'avvio di una nuova e intensa stagione di studi giacosiani. (fr.fa.)