Spie e amori nella Berlino dell'84
Stiamo assistendo al risveglio della cinematografia tedesca, dopo anni di letargo? Sembrerebbe di si, per il contemporaneo arrivo sugli schermi italiani di alcuni titoli che fanno ben sperare per il futuro. Molti di noi ricordano i nomi dei più importanti registi del 'nuovo cinema tedesco" degli anni Settanta e Ottanta (quando la Germania era ancora divisa tra Ovest e Est) e gli autori occidentali si sono affermati come autentici rinnovatori del linguaggio filmico, da Fassbinder a Herzog a Wenders, con pellicole presentate con successo anche a Ivrea dal Cineclub e dall'ABCinema. Dopo la riunificazione del paese ne 1989, si sono realizzati film ironici e grotteschi sulla società contemporanea, ma anche su pagine dolorose della storia.
Le vite degli altri(in programmazione questa settimana all'ABCinema), di Florian von Donnersmarck, ha vinto il premio Oscar come migliore film in lingua non inglese. Ambientato nel 1984, è un thriller politico intelligente ed emozionante, che affronta dall'interno i segreti della Stasi, la polizia politica della Germania Est prima della caduta del Muro di Berlino. Il protagonista, Gert, è un ambizioso ufficiale di questa organizzazione spionistica che vuole fare carriera.
L'occasione gli capita quando un suo superiore, assistendo a uno spettacolo teatrale dove recita una bella attrice, se ne invaghisce e quindi lo incarica di farla pedinare per scoprire se lei e il suo compagno regista sono dei dissidenti del regime.
Il pretesto dell'indagine sulla coppia è l'inevitabile presupposto di ogni attività spionistica: nessuno può essere del tutto innocente. Per scoprirlo Gert li mette sotto controllo giorno e notte, in un gioco a rimpiattino tra spie e spiati, alla ricerca ossessiva delle prove, per poter incastrare il regista e permettere cosi al suo superiore di conquistarne la moglie. Ma un poco alla volta Gert, spiando la 'vita degli altri", finisce per identificarsi nel dramma di coloro che controlla, con risultati imprevedibili...
Flavio Ruffatto