«Con i Comuni per difendere il salario»

IVREA. Al via l'era della contrattazione sociale. E' realtà in una ventina di Comuni del Canavese, un bacino di ottantamila abitanti. E' realtà in amministrazioni comunali di diverso orientamento, da Chivasso a Ivrea, da Strambino a Pont Canavese. Ieri mattina, Cgil, Cisl e Uil hanno presentato i dati di questo progetto che, nelle intenzioni delle organizzazioni sindacali confederali, deve crescere. «E' un modo concreto - hanno ribadito - di difendere redditi e salari».
Donata Canta, segretaria della Cgil di Torino, fa un passo indietro. Comincia dall'inizio: «Il nostro problema è quello di difendere salari e reddito. E, con questo sistema di tassazione, trenta euro di aumento di salario ottenuto con il rinnovo del contratto rischiano di essere vanificato dall'aumento di tasse e tariffe locali». Praticamente la metà dei Comuni canavesani, nell'ultimo bilancio ha deciso di aumentare l'addizionale Irper, solo in otto Comuni (quasi tutti nella Comunità montana Valli Orco e Soana) non la applicano affatto. Di qui, l'esigenza di aprire un tavolo con gli enti locali.
Cosi, in Canavese, nelle scorse settimane si sono mosse le strutture. I pensionati hanno avuto un ruolo importantissimo. Attivi sul territorio e organizzati nei vari uffici, sono stati in prima file nel promuovere riunioni e raccogliere dati.
Perchè i risultati della contrattazione sociale di oggi saranno la base per il futuro: «I Comuni, in fase di redazione di bilancio - dice Domenico Raschellà, segretario Uil - apriranno un confronto con noi». Sergio Melis, numero uno Cisl, precisa un punto importante: «I Comuni non sono la nostra controparte, ma, insieme, cerchiamo soluzioni».
Nei Comuni dove il dialogo è aperto, il sindacato ha chiesto no tax area per i redditi bassi e medi, presentazione dei moduli Isee per stabilire la compartecipazione tariffaria, efficienza e qualità nei servizi, programmazione complessiva rispetto a grandi tematiche. «Il problema dei costo e della qualità dei servizi - osserva Donata Canta - riguarda anche la possibilità, per le donne, di mantenere o incrementare l'occupazione. Troppe volte, in assenza di servizi efficienti, le donne si sobbarcano il carico familiare di bambini e anziani e lasciano il lavoro». Un punto importantissimo, sottolineato dal sindacato, è la lotta ad evasione ed elusione fiscale: «Dove è stata fatta con efficacia - puntualizzano Cgil, Cisl e Uil - ha consentito di recuperare risorse rilevanti e, quindi, di avere più denaro a disposizione dei servizi».
E le reazioni nei Comuni? La maggior parte delle realtà locali ha avviato un dialogo con il sindacato. In una ventina di casi si è arrivati alla sottoscrizione di un vero e proprio protocollo di intervento, mentre c'è anche chi non ha accordato ai confederali nessun incontro. Cgil, Cisl e Uil hanno sottolineato il caso della città di Rivarolo: «Abbiamo inviato due lettere e chiesto un incontro con una telefonata - dice Alfredo Ghella, responsabile locale della Cgil - ma non abbiamo ottenuto questa disponibilità». Questione di sensibilità, piuttosto che di orientamento politico, viste le altre adesioni.
L'occasione di studiare i bilanci comunali, per il sindacato, è coincisa con la possibilità concreta di acquisire dati importanti sulle dinamiche sociali nelle nostre realtà.