Nuovi proprietari e ‘La Serra' rivive

IVREA.Sono ore cruciali per il futuro del Centro Congressi 'La Serra", una delle costruzioni storiche dell'era d'oro per la città, nota in tutto il mondo per essere finita sulle riviste di architettura. A giorni l'edificio a forma di macchina da scrivere e fiore all'occhiello del Museo a Cielo aperto dell'Architettura olivettiana, sarà ceduto dalla Pirelli, l'attuale proprietaria, ad alcuni privati. Fra questi una cooperativa eporediese e un noto operatore locale che insieme sono intenzionati a far rivivere l'edificio fondando un Centro Culturale, da mettere a disposizione della città e del suo territorio per diverse opportunità.
Oltre alla presenza del cinema, già attivo oggi, i futuri proprietari sarebbero intenzionati ad utilizzare gli spazi che acquisiranno (cioè la 'sala congressi" e alcuni box ad essa collegati), per convegni, dibattiti e iniziative che dovranno coinvolgere residenti, artisti, intellettuali e soprattutto i giovani eporediesi e anche del Canavese. Le trattative sono a buon punto e probabilmente questa settimana gli interessati comunicheranno alla città cosa intenderanno fare di preciso della Serra.
L'edificio dunque dovrebbe non solo rimanere alla città ma anche acquisire quelle tipiche funzionalità che avevano in mente i progettisti, quando lo idearono all'inizio degli Anni '70, cioè essere 'un Centro vicino alla zona storica" dove ci si può ritrovare, per conversare, vedere un film o una mostra, fare sport.
Il Comune di Ivrea dovrebbe invece entrare in possesso della 'Sala a cupola", uno spazio di medie dimensioni e molto importante per la città che oggi necessita di luoghi per incontri, riunioni e dibattiti, dal momento che la Santa Marta e la piccola sala dell'ex sinagoga non sono sufficienti a rispondere alle tante richieste dei privati attivi, che periodicamente organizzano momenti culturali e incontri politici.
Dopo l'acquisto i nuovi proprietari dovranno immediatamente pensare alla completa ristrutturazione dell'intero complesso della Serra che oggi cade a pezzi, essendo stato totalmente trascurato, in questi ultimi anni, dalla proprietà. Si tratta di un investimento di non poco conto che coinvolgerà pure i proprietari dei 'tasti", cioè le camere del vecchio albergo, cedute di recente ammobiliate e per cifre abbastanza irrisorie. Anche loro probabilmente saranno chiamati a contribuire alla ristrutturazione completa dell'edificio. Il Comune invece non dovrebbe sborsare soldi in cambio di qualche agevolazione ai nuovi proprietari che interesseranno gli oneri di urbanizzazione. Si apre cosi un nuovo futuro per un edificio che si affaccia, tra l'altro, sul parco pubblico del lungo Dora, con spazi aperti che potranno essere utilizzati 'per la socializzazione".
g.a