Un futuro per la Via Francigena
ROPPOLO. Protagonista per un giorno, Roppolo ha aperto le sue porte ai soci dell'Associazione Europea delle Vie Francigene che sono arrivati da tutta Italia e oltre confine. Ma prima dell'assemblea è stata inaugurata la nuova rotonda dedicata proprio ai pellegrini che là troveranno uno spazio per la sosta, allestito con grandi pannelli illustrativi e con un pozzo per abbeverarsi.
Senza dubbio, il sindaco Sergio Sarasso, quasi come un'araba fenice, tolti i panni da presidente dell'Enoteca è riuscito di nuovo a brillare e far brillare di conseguenza il piccolo paese che ha avuto l'onore di ospitare al Castello una grande assemblea, partecipata da sindaci e assessori, tra i quali il sindaco di Canterbury e l'onorevole Massimo Tedeschi, presidente dell'Associazione, amministratori da Roma, da Pavia, Piacenza, Lucca e molti altri.
«Per me è un buon traguardo quello di essere riuscito ad organizzare qui l'assemblea - dice il primo cittadino Sergio Sarasso - perché da anni stiamo lavorando per essere partecipi a questo grande progetto della Via Francigena. Roppolo è un paese che rappresenta un esempio di piccola realtà attraversata da questa via. Insieme, con un progetto coeso e unito, tutti i piccoli paesi come Roppolo potrebbero trarne qualche beneficio».
Il problema resta per l'appunto il progetto: se i vicini di casa biellesi e vercellesi si stanno dando da fare, in Canavese che succede? Nulla, o quasi. Ad eccezione della città di Ivrea che ha dato il buon esempio aderendo all'Associazione Europea, nessun altro Comune sembra essere stato contagiato dalla febbre francigena. E non solo. Il Comune di Ivrea è stato anche inserito nel Comitato di presidenza dell'Associazione. Si spera, quindi, che anche altri Comuni aderiscano all'associazione e promuovano iniziative culturali del segno della via Francigena, considerato anche la valenza della proposta turistica e culturale di un percorso che, ogni anno, attrae sempre più ‘pellegrini' alla ricerca di viaggi con emozioni. La Via Francigena è infatti piena di suggestioni e potrebbe arricchire iniziative turistiche anche con una valenza spirituale. Non è facile e non sempre le iniziative lanciate con entusiasmo hanno trovato il consenso sperato e che certamente avrebbero meritato.
«Il progetto legato ai concerti della Via Francigena - ha spiegato il consigliere regionale Luigi Ricca durante l'assemblea - purtroppo non ha riscosso i risultati sperati, non certo come qualità e partecipazione, anzi, ma come volano per una serie di iniziative legate dallo stesso comune denominatore. E' nostro dovere cogliere questa occasione perché per il Canavese rappresenta un'indubbia fonte di richiamo turistico, storico e culturale».
Dello stesso parere anche il presidente Atl3, Celestino Geninatti Chiolero: «A fronte di una cosi alta partecipazione all'assemblea e ad un sentimento di appartenenza che sta crescendo velocemente in tutti i comuni italiani attraversati dalla Via Francigena, il Canavese non può più rimanere a guardare. Purtroppo al momento - puntualizza Geninatti Chiolero - le Atl stanno attraversando una fase di passaggio, ma è altrettanto vero che al più presto inizieremo a programmare un'azione più coordinata in merito alla Via Francigena». Sempre se la Provincia di Torino secondo il Piano Strategico redatto dalla presidenza Saitta, sia sintonizzato sulla stessa frequenza: «Questa via di pellegrinaggio è un punto di forza del piano strategico - spiega il dirigente provinciale Mario Burgay - e non dimentichiamo che in provincia esiste anche l'alternativa dell'alta via, quella che coinvolge ad esempio la Sacra di San Michele. In ogni caso è ancora tutto da costruire e auspichiamo una proficua collaborazione con le altre province».
E sabato, a testimonianza dell'importanza dell'iniziativa, è giunto anche un messaggio da parte del Segretario di Stato, il cardinale Tarcisio Bertone che nel ringraziare il sindaco Sarasso spiega di «rallegrarsi per questa iniziativa legata all'oasi di accoglienza che si colloca tra le iniziative fiorite a partire dal Giubileo e tese a promuovere e qualificare l'antico itinerario lungo il quale i pellegrini si dirigevano verso Roma e la Terra Santa (...) poiché il pellegrinaggio costituisce anche nei nostri tempi una delle più fruttuose esperienze spirituali».
Elisa Pescina