Nel nuovo noscomio eporediese pochi posti letto e diagnosi veloci

IVREA.Il nuovo ospedale di Ivrea dovrà essere dotato di quelle caratteristiche in grado di umanizzare la cura. E' questo un principio fondamentale che guiderà i progettisti quando disegneranno la struttura sanitaria, che diventerà punto di riferimento per un ampio territorio. Fondamentali saranno i tempi e gli orari all'interno, i quali dovranno essere rispettosi dei normali ritmi di vita del paziente e facilitare le visite di amici e parenti. L'ingresso diurno dovrà, insomma, essere libero. Essenziale è poi il rispetto della privacy attraverso camere singole.
L'assessorato alla Sanità della Regione è convinto che si debba abbandonare la logica dei posti-letto come indice di qualità, anche perché le strutture che contano oltre mille posti letto vengono giudicate poco gestibili e scarsamente efficienti. «Si è calcolato che in un Paese moderno siano sufficienti due-quattro posti letto ogni mille abitante - è scritto nel Piano Sanitario - Il numero degli ospedali va pertanto ridotto e quelli piccoli devono diventare importanti centri diagnostici avanzati per la popolazione che vi gravita». Secondo i tecnici dell'assessorato regionale alla sanità, il problema medico più urgente è quello legato alla tempestività della diagnosi. Quindi, la vera necessità non è l'ospedale «dietro casa», ma un'organizzazione diagnostica adeguata».
In Piemonte, dunque, nel prossimo futuro, dovrà essere attiva una rete limitata di ospedali, ognuno con massimo 400 posti letto, ad altissima tecnologia, con un attrezzato dipartimento di emergenza-urgenza e personale esperto nelle cure intensive, ed una rete diagnostica il più possibile capillare sul territorio. La degenza media ospedaliera poi, già da ora, potrebbe essere ridotta da sette a due-tre giorni. Accanto agli ospedali dovranno ruotare i medici di famiglia, cui dovranno fare riferimento i centri diagnostici sul territorio e le strutture socio-sanitarie.
L'ospedale di Ivrea sarà, quindi, una struttura diversa da quelle oggi esistenti in Canavese. Si distinguerà per l'alta specializzazione, tratterà i casi più gravi, perché tutti gli altri troveranno risposte nelle strutture sul territorio, a partire dal poliambulatorio.