A lezione sui ‘Sentieri della libertà'

PONT-SAINT-MARTIN. Davvero encomiabile l'iniziativa che gli insegnanti Mariella Herera, Giorgio Fragiacomo e Silvana Miniotti, del Laboratorio di storia delle Istituzioni scolastiche Mont Rose A e Mont Rose B, hanno proposto alle classi in occasione del 25 Aprile, anniversario della Liberazione. L'escursione sui Sentieri della libertà ha visto l'adesione di oltre 330 alunni ed insegnanti.
I partecipanti si sono ritrovati giovedi e venerdi scorso in piazza IV Novembre a Pont, dove Pierino Ocenasek, allora diciassettenne, ha ricordato davanti alla lapide in memoria delle vittime, il tragico bombardamento aereo del 23 agosto 1944 che rase al suolo il centro del paese provocando oltre un centinaio di morti tra i civili. Il percorso 'Scarpe rotte eppur bisogna andar" è proseguito verso piazza Iº Maggio accanto al monumento ai partigiani dove l'attore Alberto Melis ha rievocato la fine della guerra.
Di tappa in tappa, sostando alle lapidi che lungo la mulattiera per Perloz ricordano i partigiani caduti, le scolaresche sono salite a Plan de Brun dove è iniziata la Resistenza armata in Bassa Valle, fino a raggiungere la località Madonna della Guardia. Pranzo al sacco, visita al santuario gentilmente aperto da don Claudio Perruchon che ha fatto tutto il tragitto con i ragazzi. Proprio nel santuario sono visibili numerosi ex voto che raffigurano episodi della Resistenza. Poi ancora tutti riuniti sul sagrato, accanto alla lapide dedicata agli internati nei lager, ad ascoltare Melis che rievocava altri momenti di guerra.
Qui, alcuni anziani partigiani con grande emozione hanno raccontato ai bambini, cos'era la guerra, cosa significava avere i tedeschi in casa, rischiare di veder bruciare la propria abitazione, temere per la vita dei propri familiari. Grande silenzio e profonda attenzione nell'ascoltare la testimonianza di Pierina Clerin, sedicenne operaia dell'Ilssa Viola a quei tempi e preziosa collaboratrice dei partigiani. Ed è proprio da chi, non ancora ventenne, si è trovato con un fucile in mano a dover sparare ad un nemico che è giunto ai ragazzi del 2007 un grande messaggio di pace. Gaspard Nicco, nel ricordare la grandezza morale del suo comandante partigiano Mario Colliard, ha detto: «La nostra è stata una guerra combattuta da chi non voleva la guerra. Se volete la pace, dovete parlare con la gente, non usare le armi e poi, ricordatevi che la guerra porta sempre miseria».
Partenza quindi in direzione Perloz, altre soste, altre rievocazioni di episodi grazie alla bravura di Melis, fino a raggiungere la casa della Brigata Lys in centro paese dove verrà realizzato il Museo della Resistenza e dove già sono raccolti numerosi documenti, poi, prima del rientro, ancora un'ultima sosta per un saluto da parte del sindaco di Perloz, Giancarlo Stevenin, quindi sulle note del canto partigiano 'Bella ciao" i ragazzi sono rientrati alle scuole.
Si è conclusa sicuramente in modo positivo anche questa seconda esperienza di rapporto scuola-territorio, la prima nel 2005, in occasione del 60º anniversario della Liberazione, aveva portato le scolaresche 'In cammino con Bella ciao" da Tour d'Hereraz a Marine, sulle tracce che videro le rappresaglie, le devastazioni e i rastrellamenti. Mariella Herera, responsabile dei Progetti all'istituzione scolastica Walser-Mont Rose B, esprime la propria gratitudine «a tutti coloro che si sono prestati a testimoniare, in particolare a Pierino Ocenasek, Emir Cretaz, Renato Zancanella, Rosier Bonin, Gaspard Nicco, Giovanni Paganone, Luigi Martinelli e Pierina Clerin, partigiani e civili che hanno vissuto la guerra di Resistenza e che, nel rispondere alle domande dei ragazzi hanno idealmente passato il testimone dei loro ricordi a coloro che un domani dovranno essere i difensori dei valori fondanti della nostra Repubblica». (r.b.)