Caluso, che cosa ti succede?

CALUSO. In certe situazioni ci si augura che succeda qualcosa, che d'incanto il vento cambi e spinga la barca, prossima al naufragio, verso il porto della salvezza. D'altronde, lo stato d'animo del Caluso non potrebbe essere diverso. Una sconcertante serie di sconfitte e, dulcis in fundo, la debâcle di sabato scorso con il Chieri hanno trascinato la squadra sull'orlo del baratro.
Grazie alle vicissitudini dello Spezia (sotto di soli due punti), i canavesani rimangono per ora aggrappati alla B1, ma il calendario e principalmente la condizione mentale, con il morale in cantina, non inducono sicuramente all'allegria.
Al termine del campionato mancano appena tre partite nelle quali si deciderà la sorte dei calusiesi. L'unico a parlare dopo il mortificante ko interno col Chieri è stato il veterano Marco Gaspari che, senza peli sulla lingua, ha fatto un'analisi lucida quanto spietata della situazione. Tra l'altro, Gaspari ha lanciato un duro monito: «Se continueremo a giocare cosi, non vedo come potremo uscire dal tunnel».
Ovviamente si tratta di considerazioni amare dettate dalla delusione del momento. Per scacciare lo spettro della retrocessione occorre una reazione forte perché soltanto un successo convincente può dare la frustata necessaria per la rinascita.
Sabato 21 la truppa del presidente Pierleoni partirà alla volta di Correggio, in Emilia, con il suo fardello di timori e di incertezze. Sul fatto che sia vietato tornare a mani vuote non ci piove: cadere rovinosamente in una gara praticamente fondamentale sarebbe un'autentica iattura.
D'accordo, lo Spezia non è fulmine di guerra e non è detto che i liguri riescano a raggiungere e superare i calusiesi, ma quando la ruota del detino gira in un senso determinato...
Sulla carta il Caluso non è inferiore agli emiliani e il colpaccio è possibile. Lasciamo stare che all'andata fini 3-0 per il Correggio, dato che in quella circostanza la formazione canavesana si presentò in campo incompleta a causa di importanti assenze.
a.s.