«La Mastropietro merita più attenzione»

CUORGNE'. Una realtà che da quasi trent'anni opera nel settore del recupero e del reinserimento di giovani con alle spalle il dramma della tossicodipendenza, con problemi psichiatrici, ma che negli ultimi tempi si è trovata a dover fronteggiare anche le cosiddette ‘nuove povertà' quali le persone senza fissa dimora e gli extracomunitari. Stiamo parlando dell''Associazione Mastropietro".
L'anima dell'associazione è Egidio 'Gigio" (per tutti) Costanza, che sollecita una maggiore attenzione da parte dell'amministrazione pubblica alle politiche sociali. «Ritengo che una realtà che opera da trent'anni nell'ambito del disagio e che serve i cittadini di Cuorgnè meriti una maggiore attenzione. Credo che un Comune come Cuorgnè possa dare altro in termini di servizi, secondo me le politiche sociali devono essere al primo posto ma non c'è dialogo, confronto. Non vogliamo chiedere l'elemosina a nessuno, ma crediamo che l'Associazione Mastropietro sia una ricchezza per il territorio. Vogliamo il riconoscimento di interventi che vadano nella direzione di garantire i diritti ai cittadini che hanno più problemi - si sfoga Costanza -. Non abbiamo mai preso niente dal Comune di Cuorgnè, anzi abbiamo dovuto pagare 4 milioni delle vecchie lire per l'occupazione del suolo pubblico dovuta al posizionamento dei ponteggi per la ristrutturazione della comunità di via Marconi. L'affidamento alla Cooperativa La Porta dei servizi mensa ed affissioni ai quali fa riferimento il sindaco erano già precedenti a questa amministrazione. Abbiamo una convenzione con l'Asl per la tossicodipendenza che copre appena le spese di gestione, mentre con il Ciss collaboriamo ma in termini economici non riceviamo nessun aiuto».
Nata quasi trent'anni fa in ambito parrocchiale come gruppo di volontariato, l''Associazione Mastropietro" ha poi sviluppato tutta una serie di opportunità di accoglienza per dare dignità a persone che vivono particolari problematiche. «Abbiamo iniziato in un alloggio nel centro storico operando in una situazione di grossa emergenza, abbiamo pagato, ci siamo come si suol dire sporcati le mani con un lavoro anche di strada per capire questo tipo di problemi, all'epoca essenzialmente legati alle tossicodipendenze - confida il responsabile del sodalizio -. La ‘Mastropietro', collegata al 'Gruppo Abele", ha sempre operato nell'ottica di portare avanti un lavoro integrato con i servizi pubblici e gli enti preposti. La parrocchia ci ha messo a disposizione i locali di via Marconi 1 dove è sorta la prima comunità di accoglienza riconosciuta dalla Regione. Sono poi nate una comunità a Valperga ed un'altra realtà a San Ponso. Oggi contiamo sei piccole comunità alloggio in Alto Canavese».
Vent'anni fa è nata la 'Cooperativa Sociale La Porta", cosi denominata nel senso che si apriva per rispondere al problema di dare un lavoro vero e proprio a tanti ragazzi con una giovinezza sfortunata alle spalle. Attualmente 'La Porta" dà lavoro ad una trentina di persone, regolarmente assunte, ed una buona opportunità di sostegno è stata rappresentata dal Consorzio Asa che ha affidato proprio a tale cooperativa la raccolta dei rifiuti ingombranti che impegna una decina di persone. I giovani della 'Mastropietro" si occupano anche di lavori nel campo dell'edilizia, di traslochi, sgomberi e servizi di vario genere. (c.c.)