Tasso d'interesse del 140%

RIVAROLO. Nello spazio di pochi giorni gli avrebbero applicato un tasso d'interesse del 140 per cento. Usura, quindi. Per far capire che facevano sul serio l'avrebbero anche minacciato di morte, ottenendo una prima rata di 2.500 euro. Estorsione, quindi. Queste le accuse che hanno portato in carcere Carmelo Bombara, 47 anni, di Pont, e Biagio Antonio Curatolo Soprana, 42, di Cintano.
Dipendente dell'Asa il primo, artigiano edile il secondo. I due credevano di aver trovato un pollo da spennare. Soldi facili, senza grandi sforzi. La storia comincia a marzo di quest'anno, quando un commerciante di sessant'anni, di Torino, ha bisogno di contanti per rilanciare la sua attività commerciale. Un investimento che però non trova, da parte delle banche, nessun sostegno. L'uomo, allora, si rivolge ad un suo amico, un collega, che senza battere ciglio, nel giro di pochi giorni, gli consegna 30mila euro in contanti.
Il giorno dopo aver intascato i soldi, il commerciante riceve la prima brutta sorpresa. L'amico collega gli telefona per annunciargli un piccolo cambiamento di programma: «Il debito con me è estinto. I soldi dovrai restituirli ad altre persone».
Le persone in questione sono Soprana e Bombara. Per i carabinieri della Compagnia di Ivrea non ci sono dubbi. L'uomo è stato ceduto a due usurai come merce di scambio da parte di un terzo soggetto che, in quel modo, ha saldato il suo debito e si è liberato di chi lo stava perseguitando.
Siamo all'inizio di aprile, quando i due uomini finiti in manette per usura cominciano a fare pressioni sul commerciante torinese. Nel giro di poco riescono a farsi consegnare 2.500 euro. Passano pochi giorni, ed ecco che Soprana e Bombara tornano di nuovo all'attacco. Vogliono altri duemilacinquecento euro e non hanno nessuna voglia di aspettare un solo giorno in più.
«Non avevo la possibilità di pagare quella somma - ha raccontato la vittima ai carabinieri - Ho cercato di spiegare a quei due che avevo bisogno di qualche giorno, ma loro non hanno voluto sentire ragioni ed hanno cominciato a minacciarmi. Volevano quei soldi subito. Il giorno dopo, su quei 2500 euro è stato calcolato un tasso d'interesse del 140%». Pesanti le minacce subite. «Guarda che sappiamo bene dove abiti- prosegue il racconto -. Sappiamo chi è tua moglie e cosa fanno i tuoi figli: teniamo tutti sotto controllo. Ti conviene pagare se non vuoi che la tua famiglia faccia una brutta fine».
A quel punto il commerciante si è rivolto ai carabinieri ed ha dato un appuntamento ai due uomini nel piazzale della stazione ferroviaria di Rivarolo. Ed è proprio qui che i carabinieri, nascosti tra i passanti, sono piombati su Soprana e Bombara, ammanettandoli. (vi.io.)