Il ‘Poli' conferma i due corsi

IVREA. Il Politecnico di Torino conferma la sua presenza in città per l'anno accademico 2007-2008. Saranno attivati i corsi di laurea in informatica e in meccatronica. Gli stessi corsi saranno attivati anche nella nuova sede di Verres, in bassa Valle d'Aosta. Intanto, in maggio, si andrà all'approvazione del bilancio e al rinnovo del consiglio dell'Associazione per gli Insediamenti Universitari.
E, sottolinea Andrea Benedino, assessore al Sistema Scolastico e al Diritto allo Studio «bisogna aprire una discussione sulle prospettive e sul futuro degli insediamenti universitari. Discussione che deve vedere protagonisti anche i vertici dell'Università».
Esistono, di fondo, problemi di continuità e di bilanci.
Il professor Maurizio Rebaudengo, coordinatore della sede di Ivrea del Politecnico, si concentra sugli aspetti positivi. A cominciare dalla presenza consolidata dei corsi di laurea che ormai si susseguono da diciotto anni. «Abbiamo - dice il professor Rebaudengo - una media di cinquanta immatricolazioni e laureiamo trenta studenti l'anno».
Meccatronica ha una propria e marcata specificità e sa attrarre studenti da altre regioni. Entro tre anni sarà frequentata anche da studenti cinesi per l'effetto della partenza dei corsi di laurea della prima università italo-cinese di Shangai.
In Italia, infatti, ci sono solo quattro corsi di laurea in Meccatronica e Ivrea si assicura un buon venti per cento di studenti fuori regione, principalmente provenienti dalla Puglia, per continuare con Sardegna, Sicilia e Calabria.
Le classi con un numero ridotto di studenti consentono inoltre di attivare un rapporto diretto studente-docente ed evitare il più possibile la dispersione.
Il professor Rebaudengo sottolinea come sia conveniente Ivrea anche per gli studenti che poi intendano proseguire altrove il proprio corso di studi: «Il primo anno di tutti i corsi di laurea di ingegneria dell'Informazione è comune. E siccome il primo anno di Università rappresenta un salto importante nella vita degli studenti, può certamente essere utile formarsi in una realtà dove è possibile, grazie ai numeri più ridotti, essere maggiormente seguiti e, allo stesso tempo, restare nel proprio ambiente familiare conservando quindi maggiore tempo libero».
Altro punto forte del Poli ad Ivrea sono gli stage aziendali. «Praticamente tutti i nostri studenti - incalza il professore - trovano immediatamente lavoro. E, nel corso degli anni, sono davvero molte le aziende del territorio che hanno avviato una collaborazione con noi e ci richiedono la presenza di studenti. In rapporti matematici: il doppio degli studenti potrebbe tranquillamente trovare aziende disponibili ad accoglierli negli stage».
Proprio sul rapporto con le aziende e ad un progetto di trasferimento tecnologico puntano gli enti locali per mantenere il Politecnico ad Ivrea. Sono già stati avviati alcuni incontri con il rettore Francesco Profumo e lo stesso sindaco Fiorenzo Grijuela si augura che il progetto possa concretizzarsi in tempi brevi: «Le esperienze in questo senso hanno sempre dato risultati positivi e vanno incoraggiate».
Nella nuova sede di Verres, messsa a disposizione dalla Regione Valle d'Aosta, saranno attivati contemporaneamente a partire dall'anno accademico 2007-2008 gli stessi corsi di Ivrea, mentre la sede di Aosta viene chiusa. Per l'anno successivo si vedrà: potrebbe svilupparsi il concetto di sede bipolare Ivrea-Verres, con collaborazioni e sinergie.
Nel frattempo, anche Ivrea e il territorio dovrebbero chiarirsi le idee sull'Università. Il sindaco Grijuela chiarisce: «Io credo dobbiamo puntare su progetti importanti come quello, appunto, legato al trasferimento tecnologico. Ivrea fa la sua parte con l'Università, integrando, per quest'anno, la quota venuta meno da Telecom e dalla Provincia (circa centomila euro, ndr), ma è ovvio che le spese non possono ricadere unicamente sui bilanci della città».
Discorso analogo dell'assessore Andrea Benedino, che vede l'occasione del rinnovo delle cariche dell'Associazione come un momento in cui aprire una discussione forte (e sincera) sulle prospettive dell'Università. «Il Politecnico - sottolinea - ha scelto di continuare per il prossimo anno accademico, ma non si chiarisce il futuro. Abbiamo bisogno che il rettore del Politecnico e il rettore dell'Università siano protagonisti di questo confronto con il territorio». Anche il capitolo economico è dolente: «Non possiamo dare per scontato che Telecom si ritiri del territorio. In questo momento non abbiamo interlocutori, ma Telecom, attraverso Olivetti, resta una presenza industriale importante». (ri.co.)