Caluso, inizia il mese della verità
CALUSO. Il giorno del giudizio si avvicina (sabato 5 maggio) e d'ora in poi non si scherza più. O il Caluso inanella una serie di buone prestazioni o il rischio che il peggio possa accadere incomberà spietatamente come una spada di Damocle. Il 2007 sta mostrando i lati meno brillanti dei canavesani, i quali, se si eccettua il netto 3-0 sull'Asystel, da gennaio in avanti hanno collezionato tante delusioni.
Un turno di riposo in coincidenza con le festività pasquali dovrebbe aver permesso di riordinare le idee, di aver individuato le lacune tecniche e psicologiche che hanno inficiato il cammino.
Sabato 14, alle 21, teatro il palazzetto di Arè, andrà in scena, non ci pare esagerato affermarlo, la partita che vale una stagione: il derby con il Chieri. Con le premesse che abbiamo evidenziato con crudo realismo, servirà un solo risultato, la vittoria, possibilmente secca e inequivocabile. Trattandosi di un derby i chieresi arriveranno ad Arè motivati e ansiosi di piazzare un affondo gratificante.
Le circostanze, quindi, non saranno facili e proprio per questo ci piacerebbe riammirare un Caluso dal carattere fiero, capace di gettare il cuore oltre l'ostacolo come avvenne nella scorsa annata, coronata dalla promozione entusiasmante in B1.
Ancora una volta sarebbe d'uopo ordinare la mobilitazione generale dei tifosi calusiesi per far si che almeno in questo momento delicato per le sorti della squadra venga sfatato il luogo comune che vuole gli sportivi canavesani si appassionati e sovente calorosi, ma mai in grado di diventare il settimo giocatore, capace di intimidire, ovviamente sportivamente, gli avversari e di trasformare la palestra di casa una fossa dei leoni.
Detto ciò, è chiaro che i giocatori dovranno compiere appieno il loro dovere e ripagare nel modo consono l'appoggio auspicabile del pubblico. O adesso o mai più! Ecco il motto da adottare in vista della gara di sabato. Poi il calendario riserverà la trasferta a Correggio, il match interno con il Cantù e infine l'ultima fatica a Parabiago.
In meno di un mese, si decide il destino del Caluso. (a.s.)