Le incisioni rinvenute all'Alpe Piera
PERTUSIO.Iscrizioni rupestri quali patrimonio di cultura a volte ancora non del tutto decifrabile lasciatoci dai nostri avi, il cui ritrovamento non è fine a se stesso ma piuttosto inserito nel contesto del territorio e della sua cultura.
Reperti che si è cercato di analizzare per vedere se la linguistica, la toponomastica dei luoghi vicini ai quali queste iscrizioni sono state rinvenute ci dicono qualcosa della cultura del nostro Canavese. I risultati, del minuzioso lavoro di ricerca svolto da Adriano Collini e Giorgio Gambino sul versante orografico destro della Valchiusella, sono stati presentati durante la seconda del ciclo di conferenze promosse dall'Archivio Dialogico della Cultura Canavese, svoltasi sabato pomeriggio presso la sala consiliare del municipio di Pertusio.
Nello specifico, sono stati illustrati i ritrovamenti di rocce incise rinvenute all'Alpe Piera, a quota mille 670 metri, in una conca alle pendici che degradano dalla Cima Palit, ampio territorio di oltre cinquanta ettari che risulta appartenere ad un'isola amministrativa del comune di Trausella.
All'alpe Piera, raggiungibile percorrendo la strada di servizio che porta agli impianti sciistici, sono state individuate otto rocce incise con punte metalliche. Alcune di esse presentano cruciformi i cui bracci risultano di pari lunghezza e sono coppellati alle estremità.
«Poco discosto dai massi incisi di Piera, sul sentiero che porta a Miunda, appena attraversato il rio Piera, compare un'altra incisione cruciforme con le stesse caratteristiche, ma che presenta uno dei bracci arcuato - ha spiegato Adriano Collini -. Su un altro masso compare un segno molto interessante: dà l'idea di una grande ‘B' potenziata al suo esterno da una microcopella posizionata tra i due globi. Per quanto riguarda il segno ‘B' non si può evitare di citare lo statere (moneta, ndr.) del 350 a.C. sul quale esso compare associato alla figura di Ercole».
«Superando le baite ancora attualmente utilizzate, appena a monte si possono scorgere alcuni edifici molto interessanti sotto il profilo architettonico: sono una serie di 'crotin" circolari, di ampie dimensioni, con volta realizzata con lastre aggettanti; talvolta l'ultima lastra di copertura presenta a sua volta dimensioni notevoli» ha aggiunto Adriano Collini.
Il prossimo appuntamento con gli incontri promossi dall'Archivio Dialogico della Cultura Canavesana, è fissato per sabato 14 aprile. Mina Chebba ed Arnaldo Alberti terranno una conferenza espositiva del Piano di riesame della geomorfologia, con riferimento ai problemi connessi con il suolo e il paesaggio di aree all'interno dell'Anfiteatro Morenico di Ivrea e nell'Alto Canavese, in relazione ai nuovi studi e alle modificazioni della destinazione socio-economiche di alcune aree. (c.c.)