La rete che sostiene il paziente fuori e dentro l'ospedale
IVREA.Un mestiere che, negli ultimi anni, è cambiato molto. Una professione che ha accettato la sfida della formazione credendo in un nuovo modello organizzativo della sanità. La strada per completare il percorso è ancora lunga e complessa, a cominciare dal fatto che, dopo quasi sette anni, non ha ancora trovato applicazione la legge sulla dirigenza del governo dell'assistenza. Ma qualcosa, intanto, si fa. A Ivrea, gli infermieri dell'Asl 9 ci tengono a fare il punto sulla situazione, in un momento in cui, a cinquanta chilometri, sono esplose feroci polemiche.
Polemiche che rischiano di oscurare i veri problemi legati alla professione. Ad Ivrea, gli infermieri in servizio sono 512, operanti nelle aree preventiva, assistenziale, educativa, palliativa e riabilitativa. Novantotto hanno un contratto part time (il 75% dei part time concessi in azienda sanitaria), 29 hanno ottenuto il benefico delle centocinquanta ore da utilizzare per la formazione (in tutta l'Asl 9, gli studenti lavoratori sono 40).
La formazione è un punto forte in questo percorso di riorganizzazione e, soprattutto, di adozione di un linguaggio comune che accompagni il paziente attraverso le varie fasi del suo percorso di cura. La presenza di un centinaio di tirocinanti l'anno del corso di laurea in Scienze infermieristiche è un buona palestra di confronto sul campo. Con gli studenti, gli infermieri elaborano e sperimentano griglie di osservazione e di analisi delle singole situazioni dei pazienti.
L'obiettivo è quello della rete che sostiene il paziente dentro e fuori l'ospedale, nelle attivazioni dei rapporti con l'assistenza domiciliare e le cure territoriali. A gruppi di sessanta infermieri, inoltre, si sta sviluppando un corso, tenuto da docenti universitari piemontesi e liguri, un modo per verificare sul campo i processi organizzativi.
Il corso, nell'arco di un biennio, coinvolgerà trecentosessanta infermieri, i due terzi dell'organico. Il titolo è esplicativo: 'Cambiare, perché?". E per puntare sull'adozione di linguaggi comuni e codificare i comportamenti, gli infermieri utilizzano nei corsi anche altri linguaggi, come quelli legati alla musica e al teatro, in collaborazione con il laboratorio teatrale dell'Unitre di Ivrea. L'"ospedale dell'insegnamento", ad Ivrea, dovrebbe completarsi con l'istituzione del corso di laurea in Scienze Infermieristiche che, con buone probabilità, potrebbe partire dall'anno accademico 2008-2009.
Questo percorso di 'filiera formativa", voluto con forza dagli infermieri, comincia a dare i suoi primi frutti. Un esempio su tutti? Il concorso per infermieri, bandito recentemente dalle Asl 9 e 7. Alle prove si sono presentati in cento, trenta saranno assunti tra Ivrea e Chivasso.
Cosa manca? «Sicuramente, in questo periodo di cambiamento della nostra professione - spiegano - manca un governo dell'assistenza. La legge 251 del 2000, voluta dall'allora ministro Rosi Bindi, per il momento è rimasta sulla carta. Servirebbe introdurre la figura dirigenziale, con responsabilità e obiettivi, dell'area infermieristica e assistenziale».