Carema, prove generali di annessione Urne aperte anche lunedi fino alle 15

CAREMA. Sembrava una domenica come tante. In realtà, ieri, Carema ha vissuto una delle giornate più importanti della sua storia con il referendum per il distacco dal Piemonte e la sua aggregazione alla vicina Valle d'Aosta. In ogni angolo del piccolo centro si respirava profumo d'annessione già poche ore dopo l'apertura, nella scuola elementare, dell'unico seggio per 634 elettori (289 maschi, 345 femmine). Buona l'affluenza alle urne: alle 19 raggiunto il 52%. Si vota ancora lunedi 19, sino alle 15.
A Carema, ovviamente, non si parlava d'altro che dell'annessione alla Regione a statuto speciale, come una grande opportunità per migliorare la qualità della vita. L'argomento era all'ordine del giorno nei bar, nell'edicola, nelle strade e nelle case. Ma anche nei brevi discorsi che si potevano ascoltare tra i caremesi che si incrociavano all'entrata del seggio, tutti molto fiduciosi di poter «tornare in Vallée».
Le operazioni di voto al seggio elettorale, dove per tutta la giornata vi è stato un continuo via vai di votanti, si sono svolte in un clima davvero familiare. A un certo punto la presidente Ilva Arvat ha persino offerto dei canestrelli a tutti i presenti e agli scrutatori Anna Bosonetto, Sabina Cassetto, Nunzio Ganci ed Alessandra Smaniotto. In tanti si sono recati a votare all'apertura del seggio e anche il sindaco Giovanni Aldighieri, promotore del referendum, non ha tardato a dare il buon esempio. Ad attenderlo, c'erano già frotte di giornalisti e troupes televisive del Piemonte e della Valle d'Aosta pronte ad intervistarlo. E lui, il sindaco Aldighieri, ha snocciolato ancora una volta tutte le motivazioni politiche, storiche, economiche e sociali a sostegno della sua proposta di aggregazione di Carema alla Valle d'Aosta. «Ritengo - ha detto Aldighieri - di aver offerto una grande opportunità alla popolazione di potersi esprimere liberamente con un referendum. Questo, però, avrebbe dovuto essere fatto già dopo l'ultima guerra mondiale, per permettere a Carema di riprendersi i territori che erano stati ad essa sottratti con atto d'imperio dal Regime Fascista. Come aveva fatto il Comune di Perloz. La nostra richiesta d'annessione va perciò a legittimare una situazione esistente».
Lunedi sera si conoscerà l'esito della consultazione popolare per la 'riannessione" di Carema. «Se la percentuale di favorevoli - conclude Aldighieri - sarà risicata vorrà dire che il paese è diviso in due. Quindi, la proposta seguirà il suo corso. Se, invece, la maggioranza sarà netta l'impegno mio e dell'amministrazione sarà di fare in modo che Carema entri davvero in Valle d'Aosta, impugnando anche eventuali ricorsi. Questa sarà la nostra linea». (c.b.)