Al voto seicentotrentaquattro elettori
CAREMA.Sono 634 gli elettori - 289 maschi e 345 femmine - che domenica 18 e lunedì 19 marzo saranno chiamati alle urne per esprimere l'assenso o meno circa l'annessione di Carema alla Valle d'Aosta.
Il quesito sottoposto a referendum è il seguente: «Volete che il territorio del comune di Carema sia separato dalla Regione Piemonte per entrare a far parte integrante della Regione Valle d'Aosta?». I seggi sono aperti domenica 18 dalle ore 8 alle 22 e lunedì 19 dalle ore 7 alle 15.
La proposta di referendum, avanzata dal sindaco Giovanni Aldighieri, era stata approvata all'unanimità dal consiglio comunale il 30 giugno 2006.
A pochi giorni dal voto il sindaco Aldighieri ha diffuso una lettera aperta in cui invita i residenti ad esercitare il diritto di voto ed evidenzia le ragioni. Senza commentare l'esito negativo del ricorso promosso dalla Valle d'Aosta davanti ai giudici della Corte Costituzionale.
Aldighieri ricorda l'atto d'imperio compiuto dal Regime Fascista nel 1929 con il quale venne sottratta a Carema una parte consistente di territorio situato sulla sponda sinistra del Lys (440 ettari) a favore di Pont-Saint-Martin e numerose frazioni, il contributo dei caremesi alla crescita del confinante comune valdostano di Pont Saint Martin, i legami ed i vincoli anche familiari che le legano le due comunità. Si sofferma poi sui motivi di natura politica ed economica che sostengono la sua proposta di referendum popolare. «Penso - scrive ancora il sindaco - spetti ai cittadini di Carema decidere dove andare e con chi andare al di là dei condizionamenti che i Presidenti della Regione Piemonte e Valle d'Aosta con frasi irrispettose ed in alcuni casi anche offensive, tentano di imporci! Nessuno ha il diritto di usare termini dispregiativi sulle scelte democraticamente e liberamente espresse dai cittadini!».
Il primo cittadino di Carema evidenzia poi la grande disparità di trattamenti che lo Stato riserva a Regioni a Statuto Speciale rispetto alle Regioni a Statuto Ordinario, aggiungendo: «La mancata attuazione del federalismo fiscale fanno sì che la Regione Piemonte con i suoi 1206 Comuni, 8 Province ognuna con realtà e problematiche completamente diverse, non possa prestare la dovuta attenzione a quei piccoli comuni come Carema, che presentano sempre più gravi problemi finanziari per far fronte ai maggiori bisogni, legati all'invecchiamento della popolazione, allo spopolamento, alle difficoltà di mantenere servizi essenziali quali le scuole materna ed elementare, in quanto sempre più coppie giovani tendono a portare i loro figli nelle vicine scuole oltre confine, al sostegno e all'incentivazione dell'agricoltura e la viticoltura, così profondamente radicate nel nostro territorio».
E ancora: «La vicina Valle d'Aosta, Regione a Statuto Speciale con soli 74 Comuni prevalentemente piccoli e che beneficia di un reale federalismo fiscale, con un territorio molto più omogeneo e simile al nostro sia per caratteristiche culturali che agricole (i nostri terrazzamenti sono più simili a quelli di Donnas che non a quelli delle Langhe!) ha una diversa sensibilità verso le piccole realtà rurali e la possibilità, derivatagli dallo Statuto Speciale, di emanare leggi, e Regolamenti più adeguati ai contingenti bisogni della nostra popolazione». Infine Aldighieri dice ai suoi concittadini: «Nessuno ha il diritto di decidere per noi, e penso che mai come in questa occasione il voto di ognuno di Voi sia importante per il futuro della nostra comunità». (c.b.)