Montjovet, Volontari cercansi

MONTJOVET. In tutto sono ben trecentocinquanta i servizi effettuati, 35mila i chilometri percorsi, millesettecento le ore impiegate nel muoversi con i due mezzi di pronto intervento; vale dire con un'autoambulanza e un furgoncino attrezzato per il trasporto disabili.
Sono questi i dati sostanziali che hanno caratterizzato, lo scorso anno, l'attività dei "Volontari del pronto intervento" di Montjovet. Riunitisi l'altro sabato pomeriggio per dare corso a nuovi reclutamenti, hanno visto presentarsi all'appuntamento cinque nuovi addetti. L'occasione è anche servita ai volontari affiliati all'Onlus (Organizzazioni non lucrative di utilità sociale senza scopo di lucro), che dal 1º gennaio fanno capo al presidente Gian Carlo Cacchioni, succeduto al decano Paolo Chamonal, per fare il punto della situazione.
«Il nostro lavoro - hanno tenuto a precisare i responsabili - consiste nel soccorrere infortunati, persone non autosufficienti, persone che hanno la necessità di visite medico ospedaliere, chi ha la necessità di essere ricoverato, chi è dimesso dall'ospedale e tutte le persone che per motivi vari sono momentaneamente impossibilitate a muoversi». Queste emergenze vengono richieste al gruppo via telefono (338-4969977; 335-403819) direttamente dall'Usl, per quanto riguarda gli interventi dell'autoambulanza; dalla Comunità Montana, per quelli del furgoncino.
«La nostra associazione nata nel 1986 - dice il presidente Cacchioni - ha la necessità di ampliare l'organico (attualmente sono dieci i soci), per far fronte alle emergenze sempre più presenti del territorio. Per questo, abbiamo intrapreso una campagna di sensibilizzazione».
Il gruppo, molto attivo durante la disastrosa alluvione del 2000, aveva posto in evidenza il grande impegno dell'ex presidente Chamonal e di Anna Laurent. Sempre sul tema di riconoscimenti, anche la città di Alessandria in occasione dell'alluvione del'94, aveva molto apprezzato l'aiuto che i volontari del soccorso di Montjovet avevano prestato; per questo il sindaco del capoluogo provinciale piemontese, a nome della sua città, ha voluto testimoniarle la sua gratitudine con una preziosa pergamena ricordo.
Luigi Varese