L'unico sopravvissuto è in coma farmacologico
STRAMBINO.E' come se la vita si fosse fermata, sospesa nel limbo, in questa bella villa di via Ponte Dora, in frazione Realizio di Strambino, dove i genitori di Marco Gillono attendono il prossimo bollettino medico.
C'è un via vai continuo di amici, parenti e semplici. Tutti sono qui a portare una parola di conforto, a chiedere se ci sono novità, se le condizioni di Marco Gillono sono migliorate. I medici dell'ospedale eporediese si sono riservati la prognosi per almeno quarantotto ore. Il forte trauma cranico li ha costretti ad indurre il ragazzo in coma farmacologico. Prima di addormentarsi, Marco ha chiesto, più volte, dove e come stessero i suoi amici. «Dove sono Fabrizio, Luca e Bobo. Stanno bene?». I medici hanno ritenuto opportuno non dirgli la verità. Quando si risveglierà dal coma la notizia gli verrà data con l'aiuto di uno psicologo.
«Non sappiamo niente di quanto è accaduto - spiega con un filo di voce papà Bruno, affiancato dalla moglie e da alcuni amici -. L'unica cosa che possiamo dire è che siamo molto vicini alle famiglie colpite da questo grave lutto. Nostro figlio viene mantenuto in coma farmacologico nella sala di rianimazione dell'ospedale di Ivrea, dove sabato mattina è stato portato in gravi condizioni dai soccorritori».
I genitori di Marco lasciano due volte al giorno la loro villa di Realizio per andare a vedere, seppure per pochi minuti e da dietro un vetro, il figlio Marco. Un miracolato l'ha definito il medico del 118 che gli ha prestato le prime cure. Oltre al trauma cranico, il ragazzo ha riportato un trauma facciale e diverse fratture. (vi.io.)