Obiettivo sicurezza stradale
IVREA.«Obiettivo 2010 un traguardo per la vita» è una iniziativa sulla sicurezza stradale che caratterizzerà le attività dell'Aci nei prossimi quattro anni con l'obiettivo di realizzare un progetto quadriennale che colleghi e sviluppi tre iniziative internazionali. Si inizierà con la Settimana mondiale della sicurezza stradale, dal 23 al 29 aprile, indetta da Onu e Oms, dedicata ai giovani intesi come utenti della strada più a rischio.
Si estenderà, invece, fino al prossimo novembre il progetto Strade sicure, varato dalla Federazione Internazionale dell'Automobile, e consistente nella sottoscrizione, attraverso una raccolta di firme in tutto il mondo, di una petizione rivolta all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite per richiedere maggiore impegno sulla sicurezza stradale, attraverso l'adozione di provvedimenti mirati indicati nella petizione stessa.
Si pone come scadenza dicembre 2010, la terza iniziativa, Obiettivo Unione Europea, mirante a una drastica riduzione del numero di morti e feriti sulle strade. «Anche l'Automobile Club Ivrea raccoglie e rilancia il progetto Strade Sicure - afferma il presidente Luigi Berutti -. Presso i nostri uffici saranno presto disponibili i moduli per la petizione. Va comunque sottolineato che occorre pensare globalmente, ma agire localmente: la sicurezza stradale è un'emergenza mondiale che richiede si un coordinamento politico internazionale, ma, soprattutto, forti iniziative a livello locale».
E' sufficiente scorrere i dati relativi agli incidenti, ai morti e ai feriti, per comprendere l'importanza di tali iniziative, alle quali comunque non è nuovo il presidente Berutti, da anni impegnato a promuovere ogni intervento possibile di educazione alla sicurezza sulle strade: «Apprendere dalle statistiche più recenti che, limitandoci al nostro Paese, nel 2005 gli incidenti stradali sono stati 225.078, traducibili in 5.426 morti (di cui 1.800 sotto i trent'anni) e 313.727 feriti, è terribile. Sono cifre spaventose che compongono un bilancio inaccettabile, sia dal punto di vista morale, che economico». «Non è più possibile stare a guardare, né parlare di ‘fatalità'. - ribadisce perentoriamente Berutti - La fatalità c'entra poco o nulla: la maggior parte degli incidenti può essere evitata e tutti devono impegnarsi affinchè lo sia. Non solo istituzioni e operatori di settore, ma, soprattutto anche gli utenti della strada: a loro spetta apportare il proprio fondamentale contributo quotidiano di responsabilità, prudenza e rispetto delle regole, per poter raggiungere progressi significativi sulla strada della sicurezza».
«Per questo - aggiunge il direttore Marco Minoletti - continueremo con le iniziative da tempo in atto nelle scuole e, ove possibile, le incrementeremo: il riscontro presso gli studenti di tutte le età sta via via rendendosi più evidente e positivo». A curare gli incontri nelle scuole è il maresciallo Italo Rebesco, già vicecomandante della Polizia Municipale, che commenta: «Quasi sempre l'incidente stradale è riconducibile alla condotta dell'uomo. E', quindi, importante intervenire già negli asili, per creare dei bimbi consapevoli e che possano, in futuro, essere parte attiva nella costruzione di una sicurezza stradale che permetta a tutti di vivere meglio». (fr.fa.)