‘Alla Bicocca non tre ma due sezioni'
RIVAROLO.«C'è differenza tra il parere legale e la realtà di tutti i giorni. Nell'interfacciarmi con gli uffici competenti ho avuto precise indicazioni. E non c'è sintonia con quello che affermate voi». Sfida la sala l'assessore Martino Zucco Chinà e pur sapendo di non muoversi in un terreno neutro (c'era un po' la sensazione di essere ad una convention dell'Ulivo), prova a smontare le tesi dei tecnici. Ma è difficile, anche per uno come lui, che di mestiere fa l'educatore e coi problemi della scuola e della scuole è abituato a rapportarsi ogni giorno. «Noi dobbiamo corrispondere ai fabbisogni della popolazione - precisa -. La materna alla Bicocca e il raddoppio dell'asilo Anffas lo fanno. Tenere aperta Villa Vallero e per una sezione, no».
Ma c'è una buccia di banana sulla sua strada. L'architetto Prato ha in mano il progetto della nuova materna che sta nascendo in frazione Cardine. «Parlate di tre sezioni, ma questo progetto ne contempla soltanto due. La terza è invisibile». Viene giù la sala. «La terza sezione la volevano aprire nei bagni» dice qualcuno tra il pubblico. «Vuol dire che avremo i bambini in mezzo al cantiere, durante i lavori di ampliamento» aggiunge qualcun altro. C'è confusione. Ma non si tratta di un problema marginale, ma essenziale, nel contesto dell'intera vicenda. «Il progetto approvato dall'ufficio scolastico è per tre sezioni» conferma Zucco Chinà. «Ma sono solo due» osserva, ancora, l'ingegener Bruzzone. «In consiglio ci avete detto che era improponibile economicamente un'adeguamento della Villa e ora scopriamo che è l'esatto contrario - sbotta la sala -. Ci parlavate di tre sezioni alla Bicocca e sono due. Quante falsità. E' inaccettabile». Serata amara, amarissima per la giunta Bertot. Mercoledì si replica. E in Consiglio. Si salvi chi può.