Un mistero il sabato sera del giovane
IVREA. Una morte choc. Una morte pubblica il sabato sera, poco dopo mezzanotte, lungo via Salsei, a Banchette, all'altezza del civico 7. Un ragazzo di diciannove anni, M. C., residente nel centro storico di Ivrea, è stato trovato impiccato ad un segnale stradale. Il 118, chiamato da un passante sconvolto dalla scena, è intervenuto in pochi istanti. Il giovane respirava ancora debolmente, ma le sue condizioni erano disperate ed è morto intorno alle due all'ospedale di Ivrea. Il suo corpo è ora a disposizione dell'autorità giudiziaria che potrebbe disporre l'autopsia per chiarire esattamente la dinamica della morte.
Per i carabinieri della stazione di Ivrea, intervenuti prima in via Salsei e poi all'ospedale, non ci sarebbero molti dubbi nel definire quello del diciannovenne "un gesto anticonservativo". A suffragare questa tesi, ci sarebbero un momento di depressione e alcuni messaggi lasciati ai famigliari. Gli interrogativi, per il momento, sono degli amici. Circolavano ieri pomeriggio tra giovani sorpresi e sconvolti per quanto accaduto. Il giovane abitava con la mamma nel centro storico. Aveva lasciato la scuola e si dedicava a lavoretti saltuari. Ieri, la donna era distrutta dal dolore, incredula di fronte alla morte del suo unico figlio.
Che cosa abbia fatto il ragazzo sabato sera, con chi abbia trascorso le ultime ore di vita prima di finire impiccato in via Salsei a Banchette, per il momento, non lo sa nessuno. E in molti vorrebbero saperlo.
Alla mamma ed alla zia, M.C. aveva raccontato che sarebbe uscito con il suo migliore amico. Ma non è stato così. Perchè il suo migliore amico, tra le lacrime, ieri pomeriggio raccontava che sabato sera proprio non lo ha visto. «Mi aveva telefonato nel pomeriggio - racconta singhiozzando - per metterci d'accordo e trascorrere qualche ora insieme. Gli dissi che potevamo incontrarci a Porta Aosta, come al solito». La serata, però, andrà diversamente. «Mi disse che si sarebbe fatto sentire più tardi - continua l'amico - e, invece, non mi ha più chiamato. Io, tra l'altro, sono rimasto poi tutta la sera in casa con la mia ragazza. Ho saputo solo la domenica quello che era successo. Non riesco a crederci. Sono andato da sua madre, è distrutta. Sto troppo male».
Dunque il giro ristretto dei soliti amici, quelli che gli stavano vicino, sabato sera non lo ha visto nè sentito. Tra l'altro era un gruppo già provato dalla scomparsa recente di un altro amico, morto in un incidente stradale.
E poi nessuno riesce a capacitarsi di come M.C. sia potuto finire a Banchette, via Salsei, una stradina che sbuca lungo la provinciale e prosegue davanti al cimitero. Già, perchè Banchette? «E' un posto dove non ci andava mai - raccontano - Un paese che assolutamente non frequentava». E ancora: «Sì, aveva momenti di depressione, ma cercava di uscirne, di aprirsi al mondo. Cosa è successo sabato sera?». (ri.co.)