Protestano gli abitanti di 5 Comuni: «Troppo cloro nell'acqua potabile»

VALLE SACRA. «Ridateci la buona acqua potabile come quella che sgorgava, fino a qualche anno fa dalle nostre sorgenti, mentre adesso è piena di cloro. Se non la riavremo chiederemo ai nostri sindaci di ritornare alla gestione comunale dell'acquedotto. Gestione peraltro consentita ai comuni al di sotto dei mille abitanti». L'appello è dagli abitanti dei cinque centri dell'alta Valle Sacra.
Appello accolto dai sindaci ed amministratori di Cintano, Borgiallo, Castelnuovo Nigra, Chiesanuova e Colleretto Castelnuovo i quali, nei giorni scorsi, hanno chiesto ed ottenuto un incontro con i responsabili di Asa-Acque, la nuova società a responsabilità limitata, compartecipata al 49 per cento da Asa e al 51% da Smat.
«La qualità dell'acqua che sgorga dai rubinetti delle nostre abitazioni - spiega il primo cittadino di Cintano, Antonio Giovando - è molto più scadente rispetto agli anni precedenti». All'Asa, rappresentata da Mauro Favre, il sindaco di Cintano ha pertanto chiesto un più costante controllo e manutenzione delle sorgenti e degli impianti di depurazione. «Quello situato nei pressi del Santuario di Piova - aggiunge Giovando - non è stato controllato da molto tempo».
La ricerca di nuove sorgenti, anche per far fronte alla carenza di piogge e nevicate sui monti Quinzeina e Verzel, è stata sollecitata dal sindaco di Castelnuovo Nigra, Sergio Matteo Bracco. «Bisogna non solo trovare nuove fonti di approvvigionamento - spiega Bracco -, ma anche parlare del servizio idrico integrato, del costo delle tariffe e di come vengono impegnati i fondi ricavati».
«Abbiamo esposto al tecnico dell'Asa Acque le nostre esigenze e necessità per dare un servizio esauriente alla popolazione - aggiunge il sindaco di Borgiallo Franca Cargnello -. Ci è stato garantito che verrà fatto il possibile per venire incontro alle nostre richieste».
Analoghe richieste sono state espresse dal primo cittadino di Colleretto Castelnuovo, Marina Carlevato e dal vicesindaco di Chiesanuova. All'incontro era presente anche il presidente della comunità montana Valle Sacra Franco Casassa. «Abbiamo raccolto le richieste dei sindaci che faremo proprie. Dove verificheremo dei problemi cercheremo subito di risolverli - spiega Mauro Favre a nome di Asa Acque -. Per quanto riguarda la qualità dell'acqua è l'Ato che ci obbliga alla clonazione nei limiti della legge. Tuttavia abbiamo formato una squadra, composta da due esperti fontanieri, che saranno punto di riferimento per tutti i comuni della Valle Sacra. Con i sindaci abbiamo inoltre concordato incontri periodici: circa una volta al mese, dove potranno esporre i loro problemi».
Secondo Favre, nei tre anni di gestione della rete idrica in Valle Sacra, sarebbero diminuite le denunce per inquinamento rispetto agli anni in cui erano i comuni a gestire gli acquedotti. Per quanto riguarda invece il contenimento dei costi di gestione della rete idrica (sollecitato recentemente dai responsabili della Smat) riportiamo la segnalazione di un nostro lettore il quale sostiene che, recentemente, 'ci si è ritrovati in casa addirittura tre addetti per leggere i dati riguardanti il contatore dell'acqua".
Dario Ruffatto