L'addio a don Luigi Mabrito
RIVAROLO.Tre vescovi: Arrigo Miglio, Luigi Bettazzi, Pier Giorgio Debernardi. E, con loro, una quarantina di sacerdoti canavesani. Tutti insieme hanno, sabato scorso, dato l'estremo saluto a don Luigi ‘Gigi' Mabrito, 75 anni, arciprete pievano della chiesa di San Giacomo Apostolo di Rivarolo.
Nato a Vidracco il 26 febbraio 1931, don Mabrito per circa mezzo secolo ha svolto l'attività sacerdotale a Rivarolo dove giunse, nel lontano 1962, dopo essere stato viceparroco ad Agliè, Borgofranco e nella chiesa del Salvatore ad Ivrea. Alla morte di don Capirone, nel 1968, don Luigi venne nominato arciprete. Nel 1998 subentrò a monsignor Debernardi come Vicario Generale della diocesi di Ivrea. Nel 2005, in seguito ad una malattia, lasciò entrambi gli incarichi e si ritirò nella casa natale di Vidracco.
Nell'omelia il vescovo di Ivrea, monsignor Arrigo Miglio, dopo aver portato il saluto del cardinale Furno, ha ricordato «la presenza discreta, ma costante, di don Gigi nella guida pastorale di Rivarolo». Alla funzione religiosa era presente anche il sindaco Fabrizio Bertot nonché rappresentanti delle varie associazioni cittadine.
La figura e il lavoro nella comunità rivarolese venne tracciata, nel luglio 2004, dall'ex sindaco Domenico Rostagno durante le celebrazioni per i 50 anni di sacerdozio di don Mabrito. «Nella sua lunga permanenza, alla guida della chiesa di San Giacomo don Gigi - rilevò Rostagno -, visse molti momenti felici ma anche situazioni di grande disagio e di trepidazione per l'intera città come in occasione delle crisi del Vallesusa, della Salp e dell'ex Bo-Fim, sempre apportando serenità, speranza ed aiuti materiali».
In quell'occasione l'ex primo cittadino svelò che, circa vent'anni prima, la Sacra Congregazione per i Vescovi le inviò una lettera ‘riservata personale urgente' nella quale gli si chiedeva di esprimere il proprio pensiero sull'idoneità del parroco rivarolese, candidato a diventare vescovo: «Risposi - sono parole di Rostagno - che le doti di don Luigi ne facevano un candidato perfetto sotto tutti gli aspetti. Don Mabrito non venne fatto vescovo ed, a mio parere, la Sacra Romana Chiesa commise un grande errore del quale, peraltro, ne abbiamo beneficiato tutti noi di Rivarolo che abbiamo avuto la fortuna di averlo ancora per molti anni alla guida della nostra parrocchia».
Tra le opere di don Luigi i rivarolesi ricordano il grande impegno nella gestione della Casa di riposo, nei due oratori, nella chiesa e nel cinema San Giacomo, nonché nella nascita e sviluppo dell'Anfass e della Caritas.
Alla funzione religiosa, svoltasi sabato pomeriggio nella chiesa di San Michele (quella di San Giacomo è in restauro), accanto alle sorelle Suor Bianca e Letizia, al fratello Modesto, erano presenti molti cugini, nipoti e pronipoti che hanno poi accompagnato la salma del congiunto nel cimitero di Vidracco dove è stata tumulata nella tomba di famiglia. (d.r.)