«Sensibile e cultore dell'arte»

IVREA. Saranno l'autopsia e le indagini della polizia municipale a ricostruire la dinamica dell'assurdo incidente in cui, martedì pomeriggio, ha perso la vita Domenico Tessitore. Sessantanove anni, tipografo in pensione, Mimmo - come lo chiamavano gli amici - è rimasto schiacciato sotto la sua Alfa Romeo Gt, nel dirupo sottostante il tornante che costeggia la sua casa, in via Monte Giuliano.
Una tragica fatalità, un attimo di distrazione che lasciano increduli persino gli inquirenti. Quello che è certo è che alle 15,10 di martedì scorso, al centralino del 113 arriva una richiesta di aiuto. Un passante nota un'Alfa Gt di colore bordeaux in bilico sulla scarpata di via Monte Giuliano. La volante del commissariato è impegnata su un altro intervento. Sul posto si fiondano due auto della polizia municipale e una squadra dei vigili del fuoco. Tessitore è fuori dall'abitacolo, le gambe schicciate sotto la vettura. Appena un flebile lamento.
I vigili del fuoco liberano l'uomo e frenano l'auto con delle corde d'acciaio. Il medico del 118 valuta molto critica la situazione e decide che Tessitore va sollevato dall'alto con il verricello. L'elisoccorso atterra nella piazza del mercato, mentre il personale del 118 organizza le operazioni di recupero. Ma proprio in quel momento, l'uomo va in arresto cardiocircolatorio. Il medico ritorna sul posto. Si tenta un disperato massaggio cardiaco. Ma nulla da fare, poco dopo le 16 il cuore di Domenico Tessitore cessa di battere.
Come c'è finito il pensionato nel burrone? Due le ipotesi. La prima: uscendo in retromarcia dal cancello della sua abitazione, a ridosso del tornante senza protezioni, Tessitore sbaglia manovra. L'auto scavalca il cordolo di appena dieci centimetri e precipita giù capovolgendosi più volte. L'uomo viene sbalzato fuori dall'abitacolo, ma le sue gambe restano incastrate sotto l'auto. Seconda ipotesi: Tessitore scende dall'auto per chiudere la serranda del box, lasciando l'Alfa Gt con il freno a mano tirato lungo la salita. Ma la vettura comincia a muoversi e il pensionato nel tentativo di fermarla precipita nel dirupo.
Domenico Tessitore lascia la moglia Gloria, titolare del negozio l'Albero della Speranza e una figlia. Fino a qualche anno fa lavorava nella sua tipografia di Castellamonte. Nelle elezioni amministrative del 2003, era stato candidato nella lista della Margherita. «Era un uomo molto sensibile, grande appassionato di arte e cultore della poesia - ricorda con commozione Paolo Carra, presidente del consiglio comunale di Ivrea - Nella sua bellissima casa aveva una collezione di quadri davvero invidiabile. Parlare con lui era un grande piacere. Per me la sua amicizia era un dono prezioso».
«Era molto preoccupato per il declino industriale della città, per la continua perdita di posti di lavoro - ricorda ancora Carra - e per questo aveva deciso di mettere la sua esperienza imprenditoriale al servizio della comunità. Ricordo la sua passione nel voler realizzare un centro studi per la piccola e media impresa. Un progetto che purtroppo non siamo mai riusciti a realizzare».
Vincenzo Iorio