Lenti difettose, i pazienti chiedono i danni

IVREA. Arriva nelle aule giudiziarie il processo contro la società americana che mise in commercio lenti per la cataratta difettose. Quattrocento i casi in Piemonte, una trentina in Canavese, di pazienti - per lo più anziani - costretti a sottoporsi ad un secondo intervento chirurgico per rimuovere le lenti. Sotto processo Mark Robinson, rappresentante legale dell'azienda produttrice.
Nei giorni scorsi, nel tribunale di Torino, si è svolta la prima udienza di un processo che si annuncia lungo e difficile, basato soprattutto sulla contrapposizione delle perizie tecniche. L'accusa nei confronti di Mark Robinson è di aver messo in commercio lenti non idonee usate in alcuni ospedali piemontesi e della Versilia. I pazienti a cui sono state applicate le lenti difettose, e che hanno dovuto sottoporsi ad una seconda operazione, potranno adesso costituirsi parte civile al fine di ottenere il risarcimento del danno patito.
L'Adoc, l'associazione della Uil per la difesa e l'orientamento dei consumatori, informa che fornirà la necessaria assistenza a coloro che si rivolgeranno ai suoi sportelli. La prossima udienza del processo è stata fissata per il prossimo 7 marzo.
Il difetto di questi ‘cristallini' - impiantati alla fine degli anni '90 a chi soffriva di cataratta - stava nell'opacizzazione molto precoce, tanto da costringere i pazienti a un nuovo intervento in un arco di tempo molto più breve del previsto. Il difetto di funzionamento, secondo quanto scoperto durante l'inchiesta del pm Raffaele Guariniello, era dovuto alla presenza di un particolare acido tra i componenti. Ciò comportava interventi per reimpianti a soli due o tre anni dal primo.
Il primo caso esaminato dalla Procura torinese risale al 1999 e riguarda un anziano. Ma altri se ne no aggiunti fino al 2005, con denunce arrivate anche da altre regioni italiane. «Per fortuna nell'ospedale di Ivrea - spiega Maria Cristina Bosco, direttore sanitario degli ospedali riuniti del Canavese - quelle lenti furono impiantate solo tra il '98 e il '99, proprio nel periodo in cui si cominciò a capire che erano difettose. Di quei cristallini ne abbiamo applicati una trentina, ma solo cinque pazienti canavesani sono successivamente dovuti ricorrere ad un secondo intervento riparatore. Una ventina, invece, i pazienti appartenenti ad altre Asl piemontesi e che avevano scelto l'ospedale di Ivrea per il reimpianto.
«Invitiamo coloro che hanno subito un danno a costituirsi parte civile per ottenere il risarcimento - spiega Felice Zuffo, responsabile della sezione Adoc di Ivrea -. Per consentire il tempestivo deposito dell'atto di costituzione di parte civile sarà necessario prendere contatto con la nostra sede, in via Gariglietti 25, entro il 29 febbraio. A disposizione delle persone ci sarà il nostro legale». Per maggiori informazioni è possibile telefonare allo 0125/64.12.14; 63.31.56.
Vincenzo Iorio