Davanti al Gip il genio delle frodi on-line

IVREA. Nella sua abitazione la polizia postale aveva trovato una tale quantità di login, parole chiave e codici di accesso da far subito pensare a collegamenti con una grande organizzazione di pirati informatici. Dati che consentivano al giovane studente del Politecnico di scardinare, con facilità, i sistemi informatici dei maggiori istituti di credito italiani. Intrusioni che gli avevano consentito di alleggerire conti correnti per circa 30 mila euro. Il 20 aprile l'eporediese E.Z., 27 anni, comparirà davanti al Gup per l'udienza preliminare.
Il giovane, difeso dall'avvocato Pio Coda, deve rispondere dei reati di frode informatica e detenzione abusiva di codici e di accesso ai sistemi informatici. Con lui, davanti al giudice, comparirà anche il cugino G.Z., 33 anni, di Burolo, complice in una truffa che ha stupito persino gli inquirenti.
Difinire E.Z. un hacker è davvero riduttivo. Le sue incursioni nei sistemi informatici delle banche gli hanno fatto guadagnare tra gli esperti della polizia postale il soprannome di ‘genio'. Per inquadrare bene il personaggio, basta ricordare quello che avvenne negli uffici della Procura di Ivrea durante la fase delle indagini. Gli inquirenti erano convinti che il giovane fosse solo una pedina di una grande organizzazione e che volesse coprire qualcuno. Davanti all'incredulità di magistrati e consulenti che dopo ore di interrogatorio non credevano ad una sola parola di quello che il ragazzo stava raccontando («Ve lo giuro, non ho nessun complice all'estero»), E.Z. diede una dimostrazione pratica di quello che sapeva fare. Tutti rimasero letteralmente a bocca aperta davanti a quelle semplici operazioni che avevano consentito al giovane di maneggiare a suo piacimento conti correnti e carte di credito altrui.
I fatti risalgono al settembre 2004, quando i due ragazzi erano riusciti ad intrufolarsi nei programmi e nei dati contenuti nel sistema informatico di Poste Italiane. E.Z. aveva prelevato dal conto conto di un molisano poco più di 12mila euro, trasferendoli sul conto del cugino. Non solo: attraverso il ‘fishing'- la tecnica usata dagli hacker per carpire dati personali e di accesso all'home banking, la banca domestica on line - aveva comperato su internet televisori LG e cellulari. Diciotto in tutto le persone offese e una quindicina gli istituti bancari violati. «Non volevo arricchirmi - ha detto il giovane reo confesso al magistrato - L'ho fatto solo per dimostrare le mie capacità informatiche. Una sfida ai grandi sistemi di sicurezza». (vi.io)