La parola d'ordine ‘differenziare'

IVREA. Società Canavesana Servizi, che compie la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti nell'Eporediese, e Consorzio Canavesano Ambiente che provvede invece ai rifiuti di tutto il Canavese, sull'orlo di una crisi di nervi per i cattivi comportamenti degli utenti. Tanto che sarà necessario mettere in campo un nuovo progetto di comunicazione rivolto a tutti i residenti e in particolare agli alunni delle scuole elementari per la raccolta differenziata. L'iniziativa si rende indispensabile «nonostante - spiega il presidente dell'Scs, Giovanni Vaccarono - i risultati lusinghieri ottenuti finora. Dobbiamo ritoccare il nostro progetto di differenziazione dei rifiuti. Nel 2005 abbiamo infatti raggiunto il 49 per cento di differenziata».
«Questa percentuale - prosegue Vaccarono ci pone primi del Piemonte, nella classifica stilata da Legambiente. Chiudiamo inoltre il 2006 con la percentuale del 63,5 per cento di differenziata. Sono dati che evidenziano come la nostra Società stia portando avanti un progetto davvero efficace per la riduzione dei rifiuti. Nonostante ciò ci sono però ancora dei problemi da risolvere e dei ritocchi da effettuare al nostro servizio».
I dirigenti dell'Scs hanno deciso cosi di fare ricorso ad una campagna di comunicazione capillare, con l'obiettivo di migliorare la raccolta dell'organico e della plastica che oggi vanno conferiti in appositi cassonetti, sovente strapieni di oggetti che dovrebbero invece andare nella differenziata o anche viceversa. Il 20 per cento di ciò che viene buttato nella plastica viene oggi purtroppo scartato. Per aumentare dunque la differenziata l'Scs, tramite manifesti, pubblicazione di pieghevoli per i residenti, e soprattutto con contatti con le scuole elementari, intende migliorare un servizio a volte molto criticato da una parte di popolazione. Troppo spesso infatti si trovano cassonetti aperti e pieni di sacchetti.
Gli amministratori pubblici tendono a dare la colpa all'Scs che, a loro dire, dovrebbe svolgere meglio il servizio. Per la Società, invece, tali carenze sono soprattutto attribuibili a quel 20 per cento di residenti che stenta a convertirsi alla differenziata. «I risultati ottenuti per la differenziata sono positivi proprio perché gran parte della gente ha risposto bene al nostro progetto - rimarca Luigi Palma, amministratore Scs -. Il nostro obiettivo è però quello di ridurre al massimo i rifiuti da portare in discarica. Per tale ragione proponiamo una nuova campagna di comunicazione».
Palma e Ferdinando Giuliano (responsabile commerciale) sono convinti che ci sia ancora un buon margine per migliorare il servizio ma è indispensabile la collaborazione dei residenti e dei Comuni. I primi dovrebbero effettuare in modo rigoroso la differenziata unico modo, oggi, per ridurre quanto va inviato in discarica. Gli enti locali invece dovrebbero vigilare di più e a volte cercare di aiutare l'Scs su problemi la cui risoluzione sarebbe migliore se ci fosse collaborazione.
Per i dirigenti dell'Scs non dovranno più esserci i cassonetti e le aree ecologiche stracolme di rifiuti ma il superamento di tale carenza si può realizzare soltanto sensibilizzando i residenti a perseguire comportamenti civili per il bene della comunità intera. Secondo Palma oggi l'Scs si sta prodigando per migliorare il servizio e per venire incontro a tutte le esigenze e richieste degli utenti: «Abbiamo addirittura assegnato al centro storico di Ivrea un nostro dipendente che, nel suo orario di lavoro, gira per le vie e viuzze - rimarca Palma - e pone rimedio agli atteggiamenti poco rispettosi di alcuni abitanti, raccogliendo cosi il sacchetto abbandonato, distribuendo i rifiuti nei cassonetti e aiutando chi ha bisogno». Il 'porta a porta" insomma è una scelta irrevocabile e tutti i residenti si devono adeguare e impegnarsi nel 'differenziare". (g.a.)