La quercia secolare dovrà essere abbattuta
CUCEGLIO.Sarà con ogni probabilità abbattuta a Cuceglio la quercia secolare che, domina, alta quasi quanto il campanile della vicina chiesa parrocchiale in piazza Marconi. Il vecchio albero, colpito da un fulmine, è malato da diverso tempo ed ora sarebbe aumentato il rischio di una sua caduta.
«La nostra sarà comunque una decisione partecipata» precisa il sindaco Sergio Pilotto che in effetti ha portato il problema nell'aula del consiglio comunale. L'ipotesi di abbattere il vecchio albero è stata, infatti, inserita tra i punti all'ordine del giorno della seduta svoltasi nella serata di ieri, mercoledi 24 gennaio. Essendo per quell'ora il giornale in stampa non conosciamo l'esito della discussione.
Certo è che la decisione appare legata allo consulenza fitosanitaria e fitostatica che il primo cittadino, del piccolo centro bassocanavesano, ha affidato a Silvia Crida agronoma e consulente tecnico del tribunale di Pinerolo.
In base alla relazione tecnica, redatta al termine di approfondite e moderne procedure di controllo e metodi di analisi, sarebbe compromessa la stabilità della quercia. «Si tratta di un esemplare fortemente cariato - si legge nella relazione - a causa di una lesione da fulmine che dalla chioma è scesa fino alla radice, degradando in modo profondo i tessuti legnosi. La chioma è già stata fortemente e omogeneamente potata riducendo al minimo il rischio di una rottura delle branche: tuttavia la carie fungina è avanzata, alterando oltremodo il legno della corona e riducendo a pochi centimetri l'inserzione delle branche sul tronco. Per cui le alternazioni fungine sono tali da non garantirne la stabilità, soprattutto per quanto concerne la chioma».
«Non sono possibili interventi di valorizzazione o di messa in sicurezza essendo già stato eseguito in passato il ridimensionamento delle branche» si legge ancora nella relazione.
Tuttavia anche la relazione tiene conto del valore storico ed estetico-paesaggistico della quercia. Per questo la pianta potrebbe anche essere mantenuta con lo svolgimento di operazioni di messa in sicurezza e di controllo da parte di tecnici qualificati che dovranno ripetere l'esame visivo e strumentale ogni sei mesi. Non si sa con quale spesa per il Comune come non si sa per quanto tempo potrebbe ancora ‘vivere' la pianta malata.
Lydia Massia