Storia del paese nelle feste patronali
FONTAINEMORE. Un ragioniere ed un'insegnante hanno unito il grande amore che entrambi provano per il loro paese e per le sue tradizioni ed hanno realizzato un'interessante ricerca sulle feste patronali di Fontainemore. Bruno Genestreti e Chiara Minelli sono gli autori di "Faselle e Tchuché", ovvero falò e campanili, un interessante volume che è stato presentato domenica scorsa.
La presentazione è avvenuta durante la festa patronale di sant'Antonio Abate, in una sala parrocchiale gremita, alla presenza di numerose autorità, fra cui il senatore Carlo Perrin, il consigliere Teresa Charles, autrice dell'introduzione al testo, ed il sindaco Gianpiero Girod.
Entrambi gli autori fanno parte dell'associazione culturale Lys Lilium, all'interno della quale è nata l'idea di effettuare la ricerca. «E' stata un'idea di Renata Toux - spiega Chiara Minelli - e ci è subito piaciuta perché da noi le feste patronali sono molto sentite. Dapprima si pensava ad una mostra fotografica, poi la ricerca si è ampliata anche perché don Vallochera ci ha permesso di accedere all'archivio parrocchiale. Siamo riusciti a raccogliere circa 200 fotografie che raffigurano le cappelle e momenti di festa intorno ad esse, la più vecchia è degli anni 20.». Il lavoro dei due autori si è concluso con un'esposizione fotografica sulle attuali 11 cappelle dislocate sull'ampio territorio comunale (anticamente pare fossero 18), corredate da notizie storiche ed aneddoti.
Sabato sera nel greto del Lys, si era dato fuoco ad un'enorme fasella, il falò che viene acceso ancor oggi per tradizione in ogni frazione alla vigilia della festa patronale. Curioso è il fatto che le feste patronali nei villaggi di Fontainemore si concentrino tutte in inverno, tra fine dicembre e fine gennaio. Nulla da stupirsi se si risale al passato quando gli abitanti di Fontainemore che emigravano a fare i muratori potevano ritornare per un breve periodo a casa durante la pausa invernale dal lavoro e celebrare il patrono era l'unico modo per fare festa, anche se era proibito organizzare balli, come risulta dai documenti e dai racconti dei più anziani.
La ricerca, improntata su un tema religioso, ha fornito però anche interessanti e curiose informazioni sulla vita degli abitanti di Fontainemore ed ha portato alla luce le radici della comunità. E proprio «perché non smarriscano il senso delle loro radici», Chiara Minelli ha voluto dedicare questo suo lavoro ai più giovani. (r.b.)