Al via il Piano Strategico del commissario Fresco
IVREA.«Più luci che ombre nell'Azienda Sanitaria Locale 9 di Ivrea». E' questo il giudizio del commissario, Marina Fresco, che da otto mesi dirige l'ente. «Ho avuto modo di verificare - dice - che tutti i servizi sono nella media, alcuni si dimostrano anche di alto livello e non ce ne sono al di sotto di quanto previsto dalla legge - sostiene Fresco -. Personalmente sono rimasta colpita positivamente dal constatare che tanti lavoratori del settore evidenziano un forte senso di appartenenza alla struttura e alla città».
Di ciò Fresco è pienamente convinta e aggiunge: «Quando ho chiesto la collaborazione l'ho avuta. Non ho mai dovuto imporre nulla. Anzi, c'è chi mi ha ringraziato dopo che ho assegnato degli impegni aggiuntivi al lavoro che normalmente viene eseguito». E, in attesa che la Regione decida sull'accorpamento effettivo delle Asl, Fresco si appresta a rendere concreto quanto viene proposto dal "Piano strategico di riqualificazione dell'assistenza e di riequilibrio economico-finanziario", approvato di recente dalla giunta regionale. Si tratta di un documento molto dettagliato che prende in considerazione l'assistenza, le nuove attività, la dotazione del personale, la contrattazione con i soggetti privati.
Le novità proposte riguardano Castellamonte con l'avvio delle attività di riabilitazione e lungo degenza e con l'apertura di un'area per gli stadi vegetativi permanenti. Nel 2007 saranno aperti poi l'Hospice di Salerano per malati terminali, il Centro di terapie psichiatriche (ex Bollo) in via San Giovanni Bosco e l'attivata dell'Emodinamica, per la quale necessita l'autorizzazione della Regione.
La riabilitazione e la lungo degenza di Castellamonte viene giudicata essenziale per l'Asl 9 anche perché offre prestazioni "ad un livello superiore di appropriatezza". «Tale presidio - rileva Fresco - può diventare un importante centro di riferimento e rispondere in modo adeguato ai bisogni di salute della popolazione che al momento è costretta a rivolgersi ad altre strutture. Il presidio dovrà ridurre la degenza nei reparti di area medica per acuti che saranno trasferiti appunto a Castellamonte». L'area per gli stati vegetativi ospita già undici pazienti non trasferibili in altre strutture. Per Fresco «lo stato vegetativo è un problema destinato ad avere ulteriori criticità nei prossimi anni».
Diversi residenti con familiari con problemi psichiatrici si augurano che presto possa essere aperto il centro di terapie psichiatriche a Ivrea. Di questa sede si parla dal 1995, quando venne redatto il progetto di ristrutturazione dello stabile in via San Giovanni Bosco, dove si sta ricavando una comunità terapeutica per venti pazienti e un centro diurno. «L'attivazione della Comunità protetta - spiega il commissario - permetterà di recuperare per altre funzioni il centro di Chiaverano, con sette posti letto, che potrebbe diventare una comunità alloggio con impegno assistenziale limitato. La gestione della struttura di Ivrea sarà affidata ad una cooperativa di educatori che fanno attività assistenziale e riabilitativa, l'Asl inserirà il medico e si occuperà dei costi di gestione. Il centro diurno permetterà di recuperare per altre funzioni quello di via Gobetti ad Ivrea».
Importante è poi l'Emodinamica, di cui sono prive le Asl 9 e 7 di Chivasso, perchè oggi le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte. «Anche la Valle D'Aosta non dispone di tale servizio - rimarca Fresco -. Si è dunque in presenza di un'area territoriale molto vasta, da Courmayeur al confine con il comune di Torino, priva di un servizio di emodinamica interventistica. L'elevato numero dei ricoveri dei pazienti e delle procedure di intervento sulle coronarie, effettuate negli anni passati nelle due Aziende, dimostra la necessità di disporre di un'emodinamica autonoma, attiva 24 ore su 24, capace di svolgere un elevato volume di prestazioni anche in regime d'urgenza. Al riguardo la Regione dovrà presto pronunciarsi». (g.a.)