Via Casino sarà chiusa per due mesi «Nessuno ci ha avvisato dei lavori»
CASTELLAMONTE. Ha provocato un primo effetto: chiusura al traffico solo dalle 8 alle 16, la vibrata protesta degli abitanti di via Casino riguardante la decisione dell'amministrazione comunale di aderire alla richiesta dell'Asa della chiusura totale della strada al traffico, per ben 60 giorni (dal 15 gennaio al 15 marzo prossimo), per consentire la posa del teleriscaldamento.
«Chiudere totalmente, per due mesi, una strada come la nostra è una decisione irresponsabile perché, in particolare d'inverno, per andare in città oppure per ritornare nelle nostre case, dobbiamo effettuare un lungo giro attorno alla frazione Spineto su una strada stretta e piena di buche lasciate da precedenti lavori dell'Asa - commentano alcuni abitanti di via Casino -. Oltretutto abbiamo saputo della chiusura della strada solo lunedi mattina, a lavori iniziati. Nessun cartello è stato infatti affisso nei giorni precedenti». Analoghi problemi per gli abitanti della via, che dalla chiesa di San Rocco porta a Spineto Inferiore, si erano verificati, alla vigilia delle festività natalizie, quando la rete del teleriscaldamento è arrivata all'incrocio tra via Casino e via Barengo. «Allora si trattò di pochi giorni - aggiunge Anna - ora per ben due mesi dovremmo fare diversi chilometri in più per andare e tornare a casa. Non siamo contrari ai lavori, anche se ci è stato riferito che solo 3 famiglie (27 secondo l'Asa), si collegheranno alla rete; tuttavia l'amministrazione comunale, prima di dare il via libera ai lavori, avrebbe dovuto interpellarci».
L'unico contatto tra l'Asa ed il comune di Castellamonte ha riguardato i ritardi dello scuolabus. Quello che preoccupa i residenti della via è soprattutto la lentezza dei lavori. «Abbiamo ancora sotto gli occhi come sono andate le cose quest'estate in via Barengo: cantieri in vari punti aperti per mesi e pochi operai al lavoro. Oltre a rivedere i tempi di chiusura della strada - aggiungono gli abitanti di via Casino, che preannunciano una raccolta firme e non escludono azioni dimostrative -, il sindaco dovrebbe incaricare un tecnico del comune per seguire i lavori, trattandosi di una strada comunale ed abitata da persone che pagano le tasse».
Dario Ruffatto